CATANIA – L’Etna continua a dare spettacolo ma mantiene alta l’attenzione degli esperti. Secondo l’ultimo comunicato rilasciato dall’INGV – Osservatorio Etneo (12 agosto 2026, ore 17:57), sulla montagna prosegue a pieno ritmo l’attività effusiva ed esplosiva.
Colate di lava verso la Valle del Bove
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza e i sopralluoghi sul campo effettuati dal personale dell’INGV-OE confermano che l’attività effusiva è alimentata da diverse bocche eruttive poste alle quote di 2750 m, 2090 m e 1900 m.
Mentre i fronti lava alimentati dalla bocca a quota 2360 m risultano attualmente in raffreddamento, i bracci più avanzati — originati dalla bocca a 1900 metri — sono scesi fino a quota 1365 metri, spingendosi nella Valle del Bove in prossimità della zona di Rocca Capra.
Contemporaneamente, al cratere Voragine persiste un’attività esplosiva ad intensità variabile. Le esplosioni stanno generando una nube di cenere vulcanica che si disperde prevalentemente verso Sud.
Quadro sismico: tremore alto e in crescita
Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico non mostra stravolgimenti rispetto ai rilevamenti precedenti, ma resta attestata su valori elevati e mostra una graduale tendenza all’incremento. La sorgente del tremore è localizzata proprio nell’area della Voragine, a una quota di circa 3000 metri sopra il livello del mare.
In lieve calo, invece, l’attività infrasonica, che dopo una diminuzione registrata nelle prime ore della giornata si attesta su livelli medi, con eventi di media ampiezza sempre concentrati nel settore della Voragine.
Suolo stabile
Nessuna novità di rilievo sul fronte delle deformazioni del suolo: le stazioni di monitoraggio della rete INGV non hanno registrato variazioni significative rispetto ai bollettini precedenti. Gli esperti dell’Osservatorio Etneo continuano a monitorare costantemente l’evolversi della situazione e forniranno tempestivamente eventuali nuovi aggiornamenti.
COMUNICATO INTEGRALE INGV
Data: 2026/08/12 17:57 (15:57 UTC)
ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA
COMUNICATO ETNA
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dai sopralluoghi effettuati da personale INGV-OE, si evidenzia che prosegue l’attività effusiva dalle bocche eruttive di quota 2750 m, 2090 m (rif. comunicato dell’11 agosto, ore 10:41 UTC) e 1900 m (rif. comunicato del 10 agosto, ore 22:25 UTC). I fronti delle colate alimentate dalla bocca di quota 2360 m appaiono in raffreddamento. I fronti attivi più avanzati, alle ore 11:00 UTC riconducibili alla bocca di quota 1900 m, si attestavano ad una quota di 1365 m, in prossimità di Rocca Capra (Valle del Bove). Persiste, ad intensità variabile, l’attività esplosiva del cratere Voragine con emissione di cenere che si disperde in direzione Sud.
Dal punto di vista sismico, rispetto all’ultimo aggiornamento, l’ampiezza media del tremore vulcanico non mostra variazioni significative e si mantiene su valori elevati, con una chiara e graduale tendenza all’incremento. Il centroide delle sorgenti del tremore risulta localizzato nell’area del cratere Voragine ad una quota di circa 3000 m sopra il livello del mare. Dalle prime ore di oggi l’attività infrasonica è tendenzialmente in diminuzione ed allo stato attuale si attesta nel livello medio, con eventi generalmente di ampiezza media, principalmente localizzati nell’area del cratere Voragine.
I segnali delle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni di particolare rilievo rispetto a quanto già comunicato in precedenza..












