
Secondo il più recente report dell’INAIL, aggiornato ai primi mesi del 2026, il sistema produttivo italiano continua a mostrare un andamento complesso sul fronte della sicurezza sul lavoro. Il quadro che emerge dall’insieme delle denunce di infortunio e malattia professionale evidenzia infatti un aumento di alcune tipologie di eventi, una diminuzione di altre e forti differenze tra settori economici, territori e fasce d’età.
L’analisi, basata su dati ancora provvisori, permette comunque di delineare alcune tendenze significative che riguardano lavoratori, studenti e imprese.
Nel periodo considerato, le denunce di infortunio “in occasione di lavoro” (esclusi gli studenti) hanno raggiunto quota 101.163 casi, con un incremento del +4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’aumento interessa sia uomini sia donne, con una crescita più marcata per la componente femminile (+5,7%). Anche la componente straniera mostra un incremento superiore a quella italiana (+6,8% contro +3,6%), segnalando una maggiore esposizione al rischio in alcuni comparti produttivi.
Dal punto di vista anagrafico, gli aumenti più rilevanti si registrano tra i lavoratori:
L’analisi settoriale mostra un incremento degli infortuni soprattutto in alcuni comparti chiave dell’economia italiana.
Tra i settori con maggior crescita si evidenziano:
Si tratta di comparti caratterizzati da alta intensità di lavoro manuale, turnazioni e, spesso, condizioni lavorative più esposte a rischio.
Parallelamente, altri settori mostrano andamenti più contenuti o in lieve riduzione, segno di una dinamica non uniforme all’interno del mercato del lavoro.
Dal punto di vista geografico, il report INAIL evidenzia un aumento delle denunce soprattutto nelle Isole (+7,9%) e nel Centro Italia (+6,0%).
Tra le regioni con gli incrementi più significativi spiccano:
Al contrario, si registrano lievi diminuzioni in alcune aree come:
Sul fronte degli infortuni con esito mortale “in occasione di lavoro”, il report INAIL segnala 136 denunce, in calo di 10 unità rispetto all’anno precedente.
La riduzione complessiva è però accompagnata da dinamiche differenziate:
Il calo complessivo riguarda soprattutto la componente maschile, mentre per le donne si osserva un andamento più stabile.
Anche la variabile geografica e demografica mostra dinamiche eterogenee, con incrementi tra alcune fasce d’età (35-39 anni e 60-69 anni), a conferma della complessità del fenomeno.
Particolarmente rilevante è l’aumento degli infortuni in itinere, ovvero quelli che avvengono durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro.
Il report segnala 22.040 casi, con una crescita del +9,6% rispetto all’anno precedente.
L’incremento riguarda sia:
Mentre l’agricoltura registra una diminuzione (-10,2%).
A livello territoriale, gli aumenti più forti si registrano:
Tra le regioni spiccano incrementi particolarmente elevati in Molise, Abruzzo, Calabria ed Emilia-Romagna.
Il report INAIL dedica una sezione anche agli studenti, con 27.237 denunce di infortunio, in aumento del +5,6% rispetto al 2025.
La stragrande maggioranza degli eventi avviene durante le attività scolastiche, mentre solo una piccola parte è legata ai percorsi scuola-lavoro, che tuttavia registrano una forte diminuzione.
Tre casi su quattro riguardano studenti under 15, con una concentrazione geografica soprattutto in Lombardia, seguita da Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.
I casi mortali sono stati 3, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Uno degli aspetti più significativi del report INAIL riguarda l’aumento delle malattie professionali, che raggiungono 28.487 denunce, con un incremento del +16,7% rispetto al 2025.
L’aumento coinvolge tutte le principali gestioni:
La crescita è diffusa su tutto il territorio nazionale e interessa sia uomini sia donne, con incrementi rispettivamente del +15,9% e +19%.
Le patologie più frequenti restano:
Nel confronto storico 2024–2025, il report INAIL evidenzia:
Un dato interessante riguarda invece il miglioramento dell’incidenza infortunistica rapportata agli occupati: si passa da 2.005 denunce ogni 100.000 lavoratori nel 2019 a 1.727 nel 2025, con una riduzione del 13,9%.
Questo suggerisce che, nel lungo periodo, esiste una tendenza strutturale al miglioramento della sicurezza, pur in presenza di oscillazioni annuali e criticità settoriali.
Il quadro delineato dal report dell’INAIL mostra un sistema complesso: Se da un lato alcuni indicatori di lungo periodo suggeriscono un miglioramento della sicurezza complessiva, dall’altro emergono segnali di allarme legati all’aumento delle malattie professionali, agli infortuni in itinere e alle differenze territoriali e sociali.
La sicurezza sul lavoro si conferma quindi non solo una questione normativa o tecnica, ma una dimensione profondamente legata all’organizzazione del lavoro, alla qualità dei servizi e alle condizioni socioeconomiche dei lavoratori.
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