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Coastal Challenge: scegli tu il destino delle coste

Coastal Challenge è un serious game europeo che trasforma il cambiamento climatico in simulazione decisionale, tra sviluppo costiero, ambiente e scelte pubbliche.

Quando il cambiamento climatico smette di essere un concetto teorico e diventa una serie di decisioni concrete da prendere, il modo di comprenderlo cambia radicalmente. È questa l’idea alla base di Coastal Challenge, un serious game sviluppato nell’ambito del progetto europeo Rest-Coast che trasforma la gestione delle aree costiere in una simulazione immersiva.

Il giocatore si trova a guidare territori complessi e interconnessi, dove sviluppo economico, tutela ambientale e sicurezza del territorio entrano continuamente in conflitto. Non si tratta di un semplice videogioco, ma di uno strumento scientifico che traduce modelli climatici e dati di ricerca in esperienze decisionali, rendendo evidente quanto il futuro delle coste dipenda da equilibri fragili e scelte difficili.

Un simulatore decisionale per governare le coste del futuro

Coastal Challenge nasce per rispondere a una domanda precisa: cosa succede quando una città costiera deve scegliere tra crescita turistica, protezione dell’ambiente e salvaguardia degli ecosistemi, sapendo che le risorse non bastano per tutelare tutto?

Il gioco affronta proprio questa complessità, mettendo il giocatore nei panni di un decisore pubblico chiamato a gestire aree costiere minacciate dall’innalzamento del mare, da eventi meteorologici estremi e da pressioni economiche crescenti. Come spiega Rosaria Ester Musumeci, responsabile del progetto per l’Università di Catania:

 “Il serious game nasce dall’esigenza di comunicare al grande pubblico l’importanza di una gestione sostenibile delle aree costiere». E aggiunge un passaggio chiave: “su queste aree si concentra gran parte della popolazione: vi sorgono le principali città, le zone industriali e le infrastrutture di trasporto. Questo comporta la presenza di interessi spesso conflittuali, che non possono essere gestiti esclusivamente dagli esperti, ma richiedono il coinvolgimento e la consapevolezza dell’intera società, soprattutto delle giovani generazioni”.

Scelte complesse, risorse limitate e conseguenze nel tempo

Il cuore dell’esperienza è la gestione delle decisioni, che non hanno mai un esito immediato o semplice. Il giocatore deve pianificare su un arco temporale di circa trent’anni, affrontando trasformazioni progressive come l’erosione delle coste, la perdita di biodiversità e l’aumento degli eventi estremi. Ogni scelta implica compromessi: investire nella protezione di un’area significa rinunciare a risorse altrove, mentre puntare esclusivamente sullo sviluppo economico può aumentare la vulnerabilità ambientale.

Le strategie disponibili sono molteplici e spaziano dalle cosiddette “nature-based solutions”, come il ripristino delle zone umide, fino alle grandi infrastrutture come dighe e barriere costiere. Ma ogni intervento ha effetti collaterali, e proprio questo rende il gioco realistico: non esiste una soluzione perfetta, esiste solo una gestione consapevole del rischio.

Dalla ricerca ai dati: quando la scienza diventa esperienza interattiva

Paola Tanguy del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e Massimiliano Marino, ricercatore dell’Università di Catania.

Il progetto è stato presentato alla Cittadella universitaria da Paola Tanguy del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e dal ricercatore dell’Università di Catania Massimiliano Marino, nell’ambito del progetto europeo Rest-Coast, che coinvolge diversi siti pilota in Europa per lo studio dell’erosione, delle inondazioni e del degrado degli habitat costieri. Come ha spiegato Tanguy:

“Coastal Challenge non è un videogioco tradizionale, ma un ambiente di simulazione decisionale che traduce modelli complessi in esperienza di gioco”.

L’utente si trova a gestire scenari reali basati su dati scientifici, sperimentando direttamente le conseguenze delle proprie scelte, assume il ruolo di decisore pubblico, è chiamato a gestire differenti territori costieri lungo un arco temporale di circa trent’anni affrontando le sfide reali del cambiamento climatico. Marino ha sottolineato come la forza dello strumento stia nella sua capacità di integrare ricerca e società:

“Attraverso la simulazione diventa possibile sviluppare competenze critiche e una maggiore capacità di lettura delle dinamiche ambientali. È un ponte tra ricerca scientifica e cittadinanza”.

Educazione climatica e consapevolezza per le nuove generazioni

Oltre alla dimensione scientifica, Coastal Challenge si inserisce in una nuova idea di educazione ambientale, in cui l’apprendimento passa attraverso l’esperienza diretta. Il gioco è già stato sperimentato in diverse università europee, tra cui Bologna e Parigi, proprio per tradurre risultati complessi della ricerca in strumenti accessibili:

“Per questo motivo è fondamentale trasmettere questo messaggio al grande pubblico e soprattutto alle giovani generazioni”, ha spiegato Musumeci-

Evidenziando come il serious game rappresenti un mezzo efficace per rendere comprensibili i risultati scientifici e stimolare partecipazione e consapevolezza. In questo scenario, il videogioco non è intrattenimento fine a se stesso, ma un laboratorio decisionale che educa a comprendere la complessità del presente e a immaginare il futuro delle coste come una responsabilità condivisa.

Dalila Battaglia

Studentessa di Giurisprudenza con la penna affilata e uno sguardo curioso sul mondo. Unendo la passione del diritto alla scrittura giornalistica, crede che la giustizia sia la chiave per un futuro più equo, dove le leggi siano strumenti di cambiamento e protezione, e non di esclusione.

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Dalila Battaglia

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