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Catania, protocollo d’intesa 2026: tutela minori stranieri

Prorogato al 2026 il protocollo tra Tribunale per i Minorenni di Catania e Save the Children per la tutela dei minori stranieri non accompagnati.

Il Tribunale per i Minorenni di Catania e Save the Children Italia hanno sottoscritto la proroga del Protocollo d’intesa per tutto il 2026, confermando una collaborazione avviata nel 2022 e finalizzata al rafforzamento della tutela dei diritti dei minori stranieri non accompagnati. Un accordo che consolida un modello di intervento integrato tra ambito giudiziario, sociale ed educativo.

Un modello di tutela integrata tra giustizia e terzo settore

Il protocollo rappresenta una delle esperienze più strutturate a livello nazionale nella protezione dei minori destinatari di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. La collaborazione tra il Tribunale per i Minorenni di Catania e Save the Children Italia si è sviluppata come un sistema integrato, senza oneri per la pubblica amministrazione, che unisce competenze giuridiche e intervento sociale diretto.

L’obiettivo è garantire una tutela più efficace dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), rafforzando il diritto all’ascolto anche attraverso la presenza costante di mediatori linguistico-culturali durante le udienze. Questo approccio consente di superare le barriere linguistiche e culturali, rendendo più accurata la valutazione delle condizioni personali dei minori e migliorando la qualità delle decisioni giudiziarie.

Il ruolo operativo di Save the Children nei percorsi di protezione

All’interno del protocollo, Save the Children Italia svolge un ruolo centrale nella presa in carico dei minori, contribuendo all’attivazione di percorsi individualizzati di protezione quando necessario. L’organizzazione affianca il Tribunale anche attraverso attività di orientamento socio-legale e assistenza immediata alle famiglie e ai minori in situazioni di fragilità. La presenza quotidiana degli operatori nei locali del Tribunale ha permesso negli anni di intercettare numerosi casi di vulnerabilità, tra cui situazioni di tratta, violenza di genere, abbandono e grave disagio sociale, favorendo interventi tempestivi e mirati. Dal 2022 al 2025 il protocollo ha consentito di supportare quasi 2.500 minori, rafforzando la capacità di risposta del sistema giudiziario e sociale.

Le parole delle istituzioni e il valore del modello catanese

Il presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, Roberto Di Bella, ha definito la collaborazione “un caso senza precedenti in Italia e forse a livello mondiale”, sottolineando il ruolo fondamentale dei mediatori culturali indipendenti nel garantire il diritto all’ascolto e nel migliorare la qualità del lavoro giudiziario. Di Bella ha inoltre evidenziato come il progetto abbia contribuito alla prevenzione della devianza e del radicalismo, oltre a semplificare il lavoro delle cancellerie e dei magistrati, con un significativo risparmio di risorse pubbliche.

Sulla stessa linea il direttore dei Programmi Nazionali di Save the Children Italia, Daniele Timarco, che ha definito l’intesa “un modello replicabile di tutela integrata”, capace di mettere in rete istituzioni e terzo settore per costruire percorsi di inclusione e protezione più efficaci:

“Questa collaborazione – ha detto Daniele Timarco, Direttore dei Programmi Nazionali di Save the Children Italia rappresenta un modello replicabile di tutela integrata, dove Istituzioni giudiziarie e Terzo Settore uniscono le forze per un futuro più sicuro e inclusivo per i minori di Catania e Sicilia. I nostri mediatori ed operatori legali continueranno quindi ad offrire supporto in occasione delle udienze e manterremo la possibilità di avviare percorsi educativi e di protezione individuale, riservati ai minori a rischio di marginalità segnalati dal Tribunale.”

Un’esperienza che rafforza prevenzione e diritti

La proroga del protocollo al 2026 conferma la validità di un modello che, oltre a garantire protezione immediata ai minori, ha anche una forte funzione preventiva. L’intercettazione precoce dei segnali di rischio consente infatti di ridurre situazioni di marginalità e vulnerabilità, intervenendo prima che si trasformino in percorsi di esclusione sociale. L’esperienza maturata a Catania si consolida così come un riferimento nazionale per la gestione dei minori stranieri non accompagnati, dimostrando come la collaborazione tra giustizia e organizzazioni umanitarie possa produrre risultati concreti e misurabili nella tutela dei diritti fondamentali.

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