
Non è ancora un’emergenza di scorte, ma la paura sta correndo più veloce dei camion. Da ieri mattina, Catania e il suo hinterland sono prigionieri di una nuova “psicosi da pieno“. Decine di automobilisti hanno preso d’assalto le stazioni di servizio della provincia, trasformando arterie fondamentali in imbuti di traffico e caos. Guida alla sopravvivenza per studenti pendolari: come risparmiare sul carburante
A innescare il panico è il combinato disposto tra il caro-gasolio e lo sciopero dell’autotrasporto indetto in Sicilia. Le grandi aziende di logistica incrociano le braccia fino al 18 aprile per protestare contro costi di gestione diventati insostenibili: con il diesel che ha stabilmente sfondato la soglia dei 2,10 euro al litro, viaggiare è diventato un lusso che molti non possono più permettersi.
“Non è speculazione, è sopravvivenza”, spiegano dai presidi dei trasportatori. Ma l’effetto psicologico sui cittadini è stato immediato. Il timore che i depositi costieri non riescano a rifornire le pompe durante il weekend ha spinto anche chi aveva il serbatoio mezzo pieno a mettersi in fila.
Le situazioni più critiche si registrano nel quartiere San Leone e lungo viale Mario Rapisardi, dove le code davanti ai distributori hanno paralizzato il traffico urbano, rendendo difficile persino il passaggio dei mezzi di soccorso. A Misterbianco e nelle zone commerciali di Piano Tavola, alcuni impianti hanno già esposto il cartello “esaurito” per quanto riguarda il gasolio, mentre le colonnine della benzina resistono a fatica.
Non è solo la mancanza di prodotto a spaventare, ma la previsione di un’estate di fuoco per i portafogli. Le voci di nuovi, pesanti rincari entro giugno hanno alimentato la corsa all’approvvigionamento. Secondo le rilevazioni odierne, in alcuni impianti “serviti” della provincia, il diesel ha toccato punte di 2,19 euro, un prezzo record che sta mettendo in ginocchio non solo i trasportatori, ma anche il settore agricolo, colonna portante dell’economia etnea.
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