UNICT: docenti del DIGA e studenti rompono il silenzio. “Basta rinvii sugli accordi con Israele e Leonardo”

A sei mesi esatti dalla mozione del Senato Accademico sulla crisi in Medio Oriente, i docenti dell’osservatorio DIGA e il collettivo Studenti per la Palestina rompono il silenzio sul prolungato stallo dell’Ateneo catanese.

Nonostante la collaborazione attiva delle componenti accademiche e la consegna di un dossier dettagliato, i risultati della commissione d’indagine sui rapporti con gli enti israeliani e con il colosso della difesa Leonardo S.p.A. rimangono ancora riservati. Attraverso questo comunicato, firmatari e attivisti denunciano il rischio che il rinvio burocratico si trasformi in una omissione di responsabilità etica, chiedendo con urgenza trasparenza assoluta e una presa di posizione definitiva che traduca i principi umanitari in azioni concrete di disinvestimento e sospensione degli accordi.

Il comunicato integrale del DIGA osservatorio su Disuguaglianze, Informazione, Guerre e Ambiente) e Student X Palestina

Sono trascorsi esattamente sei mesi dal 29 settembre 2025, data in cui il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Catania ha approvato una mozione che condannava il genocidio in Palestina, rinviando tuttavia una decisione sulla richiesta, avanzata da docenti e studenti, di interrompere gli accordi con enti e università israeliane e con Leonardo S.p.A., azienda attiva nel settore della difesa.

In quella sede, il Senato ha deliberato la riattivazione di una commissione d’ateneo — già istituita dal precedente rettore — con il compito di verificare i rapporti in essere. Come docenti dell’osservatorio DIGA e studenti/esse per la Palestina, abbiamo scelto di partecipare in modo costruttivo a questo processo: abbiamo fornito un dossier dettagliato e preso parte a momenti di confronto con il presidente della commissione, riscontrando disponibilità al dialogo e al confronto.

A oggi, tuttavia, non risulta che gli esiti dei lavori della commissione siano stati resi pubblici, né che il Senato Accademico abbia assunto decisioni conseguenti. Questo prolungato rinvio rischia di tradursi, di fatto, in una sospensione indefinita della decisione.

Nel frattempo, la situazione nella striscia di Gaza (e in Cisgiordania) continua a essere drammatica, il genocidio è ancora in corso, mentre si è aperto un altro fronte di guerra. Nonostante il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, si registrano ulteriori vittime civili (più di 500 oltre gli almeno 75.000 in due anni) e persistono condizioni umanitarie gravissime, segnate da carenza di acqua, cibo e assistenza sanitaria. In questo contesto, riteniamo che le istituzioni accademiche non possano sottrarsi a una riflessione e a scelte coerenti con i principi di responsabilità etica e sociale che le dovrebbero guidare.

Per queste ragioni, rinnoviamo la richiesta che:

  • gli esiti dei lavori della commissione d’ateneo siano resi pubblici in tempi rapidi;

  • gli organi accademici — Rettore e Senato — assumano una decisione chiara e trasparente; tale decisione tenga conto della richiesta di sospensione degli accordi con enti e università israeliane e con soggetti coinvolti nel settore militare, come la Leonardo spa.

L’Università non può restare in una posizione di sospensione e sottrarsi alle proprie responsabilità etiche: di fronte a una crisi di questa portata, anche il rinvio è una scelta, e oggi è il momento di trasformare i principi dichiarati in scelte concrete.

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