
La Sicilia si pone alla guida dell’innovazione tecnologica globale con la costruzione del primo impianto al mondo capace di gestire l’intero ciclo produttivo dei semiconduttori a carburo di silicio (SiC) in un unico sito. Il progetto, visitato recentemente dagli assessori regionali Alessandro Dagnino ed Edy Tamajo, segna un punto di svolta per l’industria della microelettronica europea.
Il piano industriale prevede un impegno finanziario complessivo di 5,06 miliardi di euro, ripartiti secondo una sinergia tra pubblico e privato:
3,104 miliardi investiti direttamente da STMicroelectronics.
1,763 miliardi stanziati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
300 milioni garantiti dalla Regione Siciliana tramite i fondi STEP (Strategic Technologies for Europe Platform).
Il nuovo “Sic Campus” si focalizzerà sulla produzione di dispositivi di potenza da 200 millimetri, componenti essenziali per la mobilità elettrica, le energie rinnovabili e i sistemi industriali ad alta efficienza. L’impianto permetterà di raggiungere una produzione a regime di 15.000 “fette” a settimana, rendendo STM l’unico produttore in Europa a possedere una filiera totalmente integrata.
| Indicatore | Stima Impatto |
| Nuove assunzioni previste | 2.966 (di cui 1.000 già effettuate) |
| Unità lavorative annue generate | 7.757 |
| Valore aggiunto per il territorio | ~ 895 milioni di euro |
A margine della visita al cantiere dello stabilimento etneo, gli assessori regionali hanno rilasciato dichiarazioni congiunte che sottolineano la portata strategica dell’opera:
«In Sicilia è in corso la costruzione della prima fabbrica al mondo nella quale verrà realizzato l’intero processo di produzione di semiconduttori a carburo di silicio. Si tratta di un’iniziativa di grande impatto economico e occupazionale, avviata grazie al ruolo determinante del governo Schifani, che vi ha contributo con lo stanziamento di 300 milioni a valere sui fondi Step».
— Alessandro Dagnino (Economia) e Edy Tamajo (Attività Produttive)
Gli esponenti della giunta hanno poi ribadito la visione politica dietro l’operazione:
«Il governo Schifani ha voluto fortemente questo investimento, perché crediamo che la crescita del territorio passi dalla capacità di attrarre grandi progetti industriali e di rafforzare le filiere tecnologiche strategiche. Questo intervento rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare la presenza di STMicroelectronics in Sicilia e per rendere il nostro territorio attrattivo per grandi investimenti capaci di generare nuove opportunità di sviluppo nel settore dell’alta tecnologia».
Infine, un passaggio dedicato alle ricadute sociali per l’Isola:
«Le ricadute per il territorio saranno molto significative, sia in termini di occupazione sia per lo sviluppo della filiera locale. Questo progetto coinvolgerà numerose imprese del territorio e contribuirà a rafforzare il sistema produttivo siciliano, creando nuove opportunità soprattutto per i giovani e per le professionalità altamente qualificate».
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