Categorie: Tecnologia e Social

Etna Valley sul tetto d’Europa: Catania si gioca la sfida da 315 milioni per il futuro hi-tech

Non è solo una pioggia di fondi, è il "passaporto" per l’indipendenza tecnologica europea. Catania guida la carica siciliana per accaparrarsi i fondi del bando STEP: ecco come cambierà il volto industriale della città.

CATANIA – Mentre il sole di marzo scalda le strade del barocco, negli uffici di via Domenico Tempio e nelle stanze di Confindustria si gioca una partita che vale il futuro dei prossimi dieci anni. Il bando europeo STEP (Strategic Technologies for Europe Platform) ha ufficialmente acceso i motori, mettendo sul piatto 315 milioni di euro destinati alla Sicilia. E Catania, la nostra “Etna Valley”, è pronta a fare la parte del leone.

Cos’è il fondo STEP e perché Catania è favorita?

L’obiettivo dell’Europa è chiaro: smettere di dipendere da Cina e USA per le tecnologie critiche. Il bando premia tre settori specifici dove Catania vanta già eccellenze mondiali:

  • Microelettronica e deep tech: il cuore pulsante della zona industriale, con STMicroelectronics e le sue nuove linee di produzione di carburo di silicio.

  • Clean Tech: l’innovazione legata al fotovoltaico e all’idrogeno verde.

  • Biotech: la ricerca farmaceutica avanzata che sta crescendo attorno al Policlinico e ai centri di ricerca del CNR.

Numeri da record: superate le aspettative

Le prime stime aggiornate a oggi, 1 marzo 2026, parlano di una risposta massiccia dal territorio. Sono stati presentati ben 52 progetti, per un valore complessivo che sfiora i 500 milioni di euro, superando di gran lunga la dotazione iniziale. Questo significa una cosa sola: le imprese catanesi hanno fame di innovazione e sono pronte a investire.

“Non stiamo solo comprando macchinari, stiamo costruendo un ecosistema dove i giovani ingegneri dell’Università di Catania non dovranno più fare le valigie per andare a lavorare a Eindhoven o Grenoble”, commentano dagli ambienti industriali etnei.

Cosa succede adesso?

La Regione Siciliana è già al lavoro per l’istruttoria delle domande. Entro la fine della primavera 2026 sapremo quali aziende riceveranno i finanziamenti a fondo perduto (che possono arrivare fino all’80% per le PMI).

Per Catania, questa è l’occasione d’oro per consolidare il primato di polo tecnologico del Mediterraneo, trasformando i capannoni della zona industriale in veri e propri centri di “sovranità digitale”.

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