
Età pensionabile: Cambiano le regole per andare in pensione in Italia. La Legge di Bilancio 2026 ha certificato ufficialmente l’adeguamento dell’età pensionabile alle speranze di vita, introducendo un meccanismo graduale che porterà a un aumento progressivo dei requisiti anagrafici e contributivi.
Non si tratta solo della pensione di vecchiaia a 67 anni, ma di tutte le principali forme di pensionamento, comprese quelle anticipate. Le nuove regole entreranno in vigore dal 2027 e segneranno una trasformazione strutturale del sistema previdenziale italiano.
L’intervento della manovra finanziaria prevede che l’incremento dell’età pensionabile non venga più concentrato in un solo anno, ma distribuito su due anni:
Un aumento complessivo di 3 mesi in due anni, che rappresenta l’unico dato ufficiale e certo al momento.
Dal 2029 in poi, invece, entrano in gioco le previsioni dell’Istat, che ipotizzano ulteriori adeguamenti legati all’aspettativa di vita, ma che non sono ancora normativamente vincolanti.
Le certezze normative sono:
Le previsioni Istat indicano possibili incrementi futuri:
Se confermate, queste proiezioni porterebbero a un aumento graduale e continuo dell’età pensionabile, con l’effetto concreto di prolungare la permanenza nel mondo del lavoro per le nuove generazioni di lavoratori.
È però importante sottolineare che si tratta di stime statistiche: i governi futuri potranno modificare i meccanismi di adeguamento, come già avvenuto in passato.
L’adeguamento si applica alla pensione di vecchiaia ordinaria, oggi fissata a:
Con le nuove regole, l’età anagrafica salirà progressivamente, seguendo gli incrementi stabiliti dalla legge e quelli eventualmente futuri legati all’Istat.
Lo stesso meccanismo vale anche per la pensione di vecchiaia contributiva pura, oggi fissata a 71 anni.
Per la pensione anticipata ordinaria, che oggi consente l’uscita dal lavoro indipendentemente dall’età, l’aumento non si applica all’anagrafica ma ai contributi:
Con gli adeguamenti, il requisito contributivo aumenterà progressivamente, così come per:
La Legge di Bilancio 2026 individua una platea di lavoratori che, almeno per il biennio 2027-2028, non subiranno l’incremento dei requisiti:
Per queste categorie resta la possibilità di accedere alla pensione con requisiti agevolati, in presenza delle condizioni previste dalla normativa (anni minimi di svolgimento delle mansioni e soglie contributive specifiche).
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