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Catania maglia nera per l’abbandono scolastico: l’allarme CISAL

Catania registra il tasso più alto di abbandono scolastico d’Italia: un'emergenza sociale che minaccia il futuro dei giovani

Catania conquista il primo posto per abbandono scolastico: una piaga sociale che minaccia il futuro. La città etnea, purtroppo, si trova a ricoprire un ruolo di primato che non vorremmo mai vedere nella nostra città. Il tasso di abbandono scolastico a Catania è il più alto tra le città metropolitane italiane, un dato che rivela l’entità di una piaga sociale che continua a minacciare il futuro di tantissimi ragazzi e ragazze. Un’emergenza che troppo spesso viene trascurata, ma che ha un impatto devastante sulla società e sul tessuto urbano, coinvolgendo direttamente le famiglie e il mondo della scuola.

L’ultimo report di Openpolis è chiaro: Catania ha il più alto tasso di abbandono scolastico d’Italia, una realtà che ci deve far riflettere. Mentre la media nazionale si attesta intorno all’11,5%, a Catania si arriva al 26,5%: quasi il triplo della media, un dato che fa capire quanto sia grave il problema. Ma la questione non si ferma qui.

Se guardiamo alle periferie della città, la situazione è ancora più drammatica, con i quartieri più disagiati che non solo vedono un numero maggiore di giovani abbandonare gli studi, ma anche un incremento del fenomeno dei Neet (Not in Education, Employment, or Training), ossia quei giovani che non studiano e non lavorano.

Scuole nel degrado e abbandono scolastico record: l’allarme di CISAL Catania

La CISAL Catania lancia un forte allarme sulla drammatica situazione in cui versano molte scuole della città e del comprensorio etneo. Un fenomeno che non solo compromette la qualità dell’istruzione, ma che porta con sé gravissime conseguenze sociali. La denuncia riguarda l’insostenibile stato di degrado di molte strutture scolastiche e il preoccupante tasso di abbandono scolastico, che ha raggiunto numeri da far riflettere.

Le difficoltà legate alla manutenzione carente degli edifici, l’inadeguatezza degli spazi e la mancanza di interventi strutturali sono problemi che vanno affrontati con urgenza, affinché la scuola non perda la sua funzione primaria di luogo sicuro e protetto dove i ragazzi possano crescere e formarsi.

L’aumento di fenomeni di devianza giovanile e la criminalità che permeano alcuni quartieri più disagiati di Catania sono il riflesso diretto di un sistema scolastico che non riesce più a intercettare i giovani in difficoltà. La scuola, che dovrebbe essere il primo strumento di integrazione sociale, diventa una barriera invece che un ponte verso il futuro.

Il tasso di abbandono scolastico a Catania: una crisi sociale

Il dato più preoccupante riguarda il tasso di abbandono scolastico, che a Catania ha raggiunto un allarmante 26,5%, quasi il doppio della media nazionale, che si attesta all’11,5% secondo gli ultimi rilevamenti ISTAT. Questo numero non è solo una statistica, ma il segno tangibile di una crisi sociale che investe l’intero territorio catanese. A risentirne maggiormente sono i quartieri più fragili e deprivati, dove l’assenza di un’adeguata infrastruttura sociale e la scarsità di supporto educativo acuiscono il problema.

L’abbandono scolastico non è solo una statistica: è il sintomo di un problema molto più profondo, che affonda le radici nella povertà, nel disagio familiare e in una crescente disuguaglianza sociale. Quando i ragazzi abbandonano la scuola, non lo fanno per scelta, ma per una serie di fattori che li spingono a rinunciare a un’opportunità fondamentale per il loro futuro. La mancanza di supporto educativo, la difficoltà economiche che impediscono a molti giovani di proseguire gli studi, e la mancanza di opportunità nei territori più svantaggiati sono solo alcune delle cause che contribuiscono a questo triste fenomeno.

Ma l’abbandono scolastico non è solo un danno per i singoli studenti: è un danno per tutta la collettività. Un giovane che abbandona la scuola si trova spesso ad affrontare difficoltà enormi nel trovare un’occupazione, il che aumenta il rischio di disoccupazione giovanile, di disuguaglianza sociale e di criminalità. Il fenomeno dei Neet è la diretta conseguenza di un mancato accesso alla formazione, e in una città come Catania, con un elevato tasso di disoccupazione giovanile, questa condizione diventa una trappola difficile da spezzare.

Degrado scolastico: una questione di sicurezza

Oltre al grave problema dell’abbandono, la manutenzione insufficiente degli edifici scolastici è un altro fattore che incide pesantemente sulla qualità dell’istruzione e sulla sicurezza degli studenti. Le scuole catanesi sono spesso costrette a fare i conti con strutture fatiscenti, impianti di riscaldamento obsoleti, laboratori scolastici non adeguati, e bagni privi di igiene. Ma la situazione più grave è quella legata alla sicurezza, che rappresenta una vera e propria emergenza.

Numerosi sono stati i casi segnalati da CISAL Catania riguardanti strutture scolastiche dove la sicurezza è diventata un problema da affrontare con urgenza, per evitare che incidenti e disastri possano compromettere la vita dei ragazzi e degli insegnanti. Il rischio è che le scuole diventino luoghi pericolosi, e che il ruolo educativo venga compromesso dalla paura e dall’incertezza.

“Le scuole devono essere luoghi sicuri, dove i ragazzi possano crescere serenamente, senza timore per la loro incolumità”, afferma Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale di CISAL Catania.

Eppure, il degrado infrastrutturale di molte scuole catanesi non è più un problema di poco conto, ma un’emergenza che mette a rischio il diritto all’istruzione e la stessa salute degli studenti.

L’importanza della legalità e della responsabilità educativa

Ma la questione non riguarda solo la sicurezza fisica delle scuole. CISAL Catania sottolinea la necessità di ripristinare un sistema educativo che vada oltre l’insegnamento delle sole materie scolastiche, ma che si faccia promotore di legalità, rispetto delle regole e responsabilità civica. È fondamentale educare i ragazzi non solo alla cultura del sapere, ma anche a quella del rispetto, del dialogo e della partecipazione attiva.

In questi ultimi anni, sono stati segnalati casi sempre più frequenti di violenza tra i banchi di scuola, ma anche di episodi drammatici, come quello accaduto a La Spezia, dove un ragazzo ha portato un coltello a scuola. Un gesto che è il segno tangibile di un disagio profondo, di una società che non ascolta i giovani, che non si prende cura delle loro necessità e dei loro problemi. Se i ragazzi non trovano nelle scuole punti di riferimento, strumenti di protezione, figure educative che li guidino, allora è inevitabile che cerchino altrove risposte a disagi che non trovano voce.

 

“Quando un ragazzo sente il bisogno di portare un coltello a scuola, significa che c’è un problema che non è stato ascoltato”, continua Lo Schiavo. La scuola deve tornare a essere un luogo sicuro, dove i giovani possano esprimersi liberamente, ma in un contesto di rispetto reciproco e di legalità.

 

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