
Esame di maturità 2026: Si è svolto nella giornata di ieri, 15 gennaio, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) l’incontro di informativa sulla bozza di decreto relativa all’individuazione delle aree disciplinari finalizzate alla correzione delle prove scritte dell’esame di maturità. A darne notizia è Flc Cgil, presente al tavolo di confronto.
La bozza presentata dal Ministero ricalca in larga parte i raggruppamenti disciplinari già previsti dal DM 319/2015, confermandoli per la quasi totalità degli indirizzi di studio. Tuttavia, il testo introduce alcune novità significative, legate all’evoluzione dell’offerta formativa degli ultimi anni.
In particolare, vengono definite per la prima volta le aree disciplinari relative al Liceo del Made in Italy, alla sezione a indirizzo sportivo del liceo scientifico, a nuovi indirizzi dell’istruzione professionale e al percorso tecnico sperimentale “Conduzione di apparati e impianti marittimi (CAM) e Conduzione di apparati e impianti elettronici di bordo (CAIE)”. Quest’ultimo rappresenta l’unico indirizzo sperimentale incluso nel decreto e, secondo quanto emerso, la sua strutturazione – condivisa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – sarà a breve portata a ordinamento.
Restano invece ancorati al previgente ordinamento i percorsi di secondo livello per adulti dell’istruzione professionale. In attesa del loro adeguamento al D.Lgs. 61/2017, le relative aree disciplinari vengono definite in via transitoria attraverso un apposito allegato al decreto.
Nel corso dell’incontro, Flc Cgil ha espresso una valutazione fortemente critica su alcuni aspetti del provvedimento. Pur confermando la possibilità per le commissioni d’esame di organizzare la correzione delle prove scritte per aree disciplinari, con la presenza di almeno due docenti per area, il sindacato ha evidenziato come questa impostazione venga indebolita da due scelte ritenute problematiche.
La prima riguarda la riduzione del numero dei commissari, che passerebbe da 6 a 4 per ragioni esclusivamente legate al contenimento della spesa. La seconda è l’individuazione per decreto delle quattro discipline assegnate ai commissari e oggetto del colloquio orale.
Secondo Flc Cgil, tali disposizioni finiscono per espropriare i consigli di classe di una prerogativa fondamentale, ovvero la possibilità di tener conto della reale situazione didattica delle singole classi. Inoltre, potrebbero non garantire una correzione effettivamente organizzata per aree disciplinari o, peggio, determinare la formazione di aree composte esclusivamente da commissari interni o esterni, compromettendo l’equilibrio nell’applicazione dei criteri di valutazione.
La riduzione dei componenti delle commissioni, sottolinea il sindacato, rischia di incidere negativamente sul regolare svolgimento dell’esame di Stato e sull’uniformità delle opportunità per gli studenti su tutto il territorio nazionale. Un esame meno equilibrato, secondo Flc Cgil, potrebbe accentuare disuguaglianze già esistenti tra scuole e contesti diversi.
Preoccupazione anche per le modalità di svolgimento del colloquio orale. Il sindacato ribadisce l’auspicio che non si traduca in una procedura meramente unidirezionale, basata su una sequenza rigida di domande e risposte, ma che lasci spazio a un ruolo attivo e propositivo dei candidati, favorendo l’argomentazione e i collegamenti in chiave interdisciplinare.
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