Assegno di Inclusione 2026: Cos’è l’Assegno di Inclusione 2026 e a chi spetta? L’Assegno di Inclusione 2026 è stato confermato dalla Legge di Bilancio come principale misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.
Il sussidio, erogato dall’INPS, è destinato ai nuclei familiari più fragili, ossia quelli in cui è presente almeno una persona con disabilità, un minorenne, un componente con più di 60 anni oppure soggetti inseriti in percorsi di cura e assistenza certificati dai servizi socio-sanitari territoriali.
La misura mantiene l’impianto già noto, ma introduce modifiche rilevanti sulle modalità di rinnovo e sull’importo erogato, rendendo fondamentale una corretta gestione della domanda e della documentazione economica aggiornata.
Requisiti economici, ISEE e limiti patrimoniali
Per accedere all’Assegno di Inclusione 2026 è necessario rispettare requisiti stringenti di cittadinanza, residenza e situazione economica. Il richiedente deve essere cittadino UE o titolare di permesso di soggiorno valido, oppure dimostrare una residenza in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due continuativi.
Sul piano economico, il nucleo familiare deve avere un ISEE non superiore a 10.140 euro e un reddito annuo entro i 6.500 euro, soglia che sale a 8.190 euro per i nuclei composti esclusivamente da over 67 o da persone con disabilità grave. Centrale è il rinnovo dell’ISEE, che deve avvenire entro febbraio (ed entro giugno per evitare penalizzazioni): in assenza di aggiornamento, l’INPS applica automaticamente la fascia più alta, con conseguente riduzione dell’importo dell’Assegno di Inclusione e dell’Assegno Unico.
Restano inoltre in vigore i limiti patrimoniali, con patrimonio immobiliare entro i 30.000 euro (esclusa la prima casa) e patrimonio mobiliare a partire da 6.000 euro, incrementabile in base alla composizione del nucleo.
Importi, durata e novità sul rinnovo nel 2026
L’Assegno di Inclusione 2026 viene riconosciuto per una durata iniziale di 18 mesi, rinnovabili per ulteriori 12 mesi. La novità più rilevante riguarda l’eliminazione del mese di sospensione obbligatoria al termine del primo periodo di fruizione: il rinnovo è ora continuo, ma con una riduzione temporanea dell’importo nella prima mensilità rinnovata, pari al 50% della quota ordinaria.
Gli importi variano in base alla composizione familiare: la quota base può arrivare a circa 500–510 euro mensili, mentre per nuclei composti esclusivamente da over 67 o da persone con disabilità grave si può raggiungere una soglia di 630–640 euro al mese.
A queste somme si aggiunge, per chi vive in affitto, un contributo fino a 280 euro mensili. Dal 1° gennaio 2026 gli importi sono stati rivalutati dell’1,4% per adeguarli all’aumento del costo della vita.
Carta di inclusione, pagamenti e presentazione della domanda
Il pagamento dell’Assegno di Inclusione 2026 avviene tramite la Carta di inclusione, una carta elettronica ricaricabile gestita dall’INPS. Per le nuove domande, il primo accredito viene disposto dal 15 del mese successivo alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale, mentre le mensilità successive vengono erogate intorno al 27 di ogni mese, come evidenziato nell’articolo Assegno di Inclusione 2026: gli importi previsti per il nuovo anno e la domanda.
La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno attraverso il portale INPS, utilizzando SPID, CIE o CNS, oppure tramite CAF e patronati abilitati. L’assenza di finestre temporali rigide consente alle famiglie in difficoltà di accedere rapidamente al sostegno, a condizione però di rispettare gli obblighi di aggiornamento ISEE e di partecipazione ai percorsi di inclusione sociale e lavorativa previsti dalla normativa.













