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Sicilia fanalino di coda per lettura e infrastrutture culturali: i dati AIE preoccupano

Nell'indagine condotta, la Sicilia risulta fanalino di coda negli indici di lettura e in più di 3 comuni su 4 non c'è una libreria

“La Sicilia agli ultimi posti”: è ciò che risulta dai dati dell’Associazione Italiana Editori, che fanno parte di una ricerca ben più ampia, avviata all’inizio del 2025 e che sono stati presentati il 5 giugno, a Palermo, in occasione della manifestazione Una marina di libri. I dati sono stati elaborati nel contesto di unindagine condotta da Pepe Research, relativa alla lettura e ai consumi culturali del Mezzogiorno.

I dati dell’indagine

Secondo i dati, legge i libri a stampa il 58% della popolazione al di sopra dei 15 anni nel Sud e nelle isole, contro il 73% registrato nel Centro Nord. Proprio la Sicilia ha il dato più basso (ossia il 56%), assieme ad altre due regioni, l’Abruzzo e il Molise.

Nell’isola, inoltre, c’è il 28% di biblioteche in meno rispetto al Centro Nord. Non solo. Nella quasi metà delle biblioteche siciliane, manca un bibliotecario professionalizzato.

Più di un comune siciliano su quattro, inoltre, non ha una libreria. Nella regione sono operative soltanto 203 librerie. Ben 305 comuni (piccoli e grandi) sono privi di librerie. Circa 1.506.000 abitanti risiedono in aree prive di esercizi commerciali dove poter consultare e acquistare dei libri. Il 31% dei cittadini siciliani non ha modo di accedere nel proprio territorio comunale a una libreria.

Le parole del presidente Associazione Italiana Editori

Queste le parole di Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Associazione Italiana Editori:

Sono dati preoccupanti che ci dicono come la mancanza di infrastrutture per la lettura, biblioteche e librerie in primis, siano strettamente correlate ai bassi indici di lettura. Da qui dobbiamo ripartire. Le risorse ci sono: il Piano nazionale cultura per le regioni del Mezzogiorno destina 151 milioni di euro alle imprese culturali e creative e 177 milioni a favorire la partecipazione culturale, partendo dagli spazi ad essa dedicati. L’auspicio è che nei prossimi mesi istituzioni, operatori privati e terzo settore lavorino assieme perché questo possa tradursi in un rafforzamento delle infrastrutture del libro“.

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