
Stefano Argentino, accusato dell’omicidio di Sara Campanella, è stato arrestato dai carabinieri nella casa vacanze dei suoi genitori a Noto, poche ore dopo il delitto: l’interrogatorio è stato disposto per questa mattina, presso il carcere di Messina.
Il crimine si è consumato a Messina, dove la giovane di 22 anni Sara Campanella, è stata uccisa da un collega universitario, Stefano Argentino, con una coltellata alla gola. Subito dopo l’assassinio, ha cercato di darsi alla fuga, a 180 chilometri di distanza. Si è infatti allontanato in auto dopo l’omicidio – uno dei testimoni aveva anche tentato di rincorrerlo -, ma la sua fuga è durata poche ore, finchè non è stato trovato dalle forze dell’ordine, nascosto in un B&B di proprietà della madre a Noto. Una fuga favorita da qualcuno, sospettano i carabinieri che ora stanno cercando di identificare chi ha aiutato il presunto femminicida a dileguarsi dopo avere ferito a morte Sara.
«Potendo contare sull’appoggio di soggetti terzi, in via di identificazione, per far perdere le proprie tracce», scrivono il procuratore Antonio D’Amato e il sostituto Alice Parialò,
che hanno disposto il fermo. L’arma del delitto non è stata ancora trovata.
Il legale, Raffaele Leone ha rinunciato a difendere il 27enne, spiegando di aver deciso così “per una questione personale”. Argentino dovrà ora nominare un nuovo difensore o gliene sarà assegnato uno d’ufficio.
Questa mattina, alle 10:30, Stefano Argentino sarà interrogato nel carcere di Gazzi a Messina, davanti al gip che dovrà decidere se convalidare il fermo disposto dai Pm ed eseguito dai militari dell’Arma, probabilmente il presunto omicida si avvarrà della facoltà di non rispondere.
L’interrogatorio si prevede cruciale per chiarire i dettagli del delitto e per raccogliere ulteriori informazioni sulle motivazioni che lo hanno spinto a compiere un atto così violento nei confronti della giovane Sara. Gli inquirenti sperano di ottenere risposte che possano fare luce su quanto accaduto quella tragica notte.
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