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Docenti e social media: in arrivo un codice etico per regolamentarne l’uso

Il nuovo Codice Etico per docenti e ATA definisce le norme per l'uso dei social, tutelando l'immagine professionale e la reputazione istituzionale

In un’epoca in cui i social media dominano la comunicazione quotidiana, anche il mondo dell’istruzione si prepara a regolamentare l’interazione dei propri membri sui digitali, con l’introduzione di un Codice Etico per i docenti e il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario). La notizia è recente, e la proposta di regolamentare i comportamenti degli insegnanti su piattaforme come Facebook, Instagram, e anche piattaforme più controverse come OnlyFans, ha sollevato non poche discussioni. Un gruppo di giuristi, in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta lavorando a una serie di linee guida comportamentali che mirano a definire in modo chiaro le norme da seguire nell’era digitale.

Perché è necessario un codice etico per i docenti?

L’introduzione di un Codice Etico per il personale scolastico arriva come risposta alla crescente pervasività dei social media e delle piattaforme digitali. Gli insegnanti, come ogni altro professionista pubblico, devono mantenere un comportamento che preservi la reputazione personale e istituzionale. La necessità di un orientamento chiaro nasce dalla consapevolezza che un post, una foto o un commento online possano, talvolta, compromettere l’immagine di un insegnante e, di conseguenza, quella dell’intera istituzione scolastica.

Il Codice Etico si inserisce in un contesto di più ampio respiro: la Pubblica Amministrazione (PA), infatti, da tempo sta cercando di uniformare e rafforzare le regole comportamentali per i propri dipendenti, specialmente in ambito digitale. Con l’adozione di regolamenti che disciplinano l’uso dei social, si intende tutelare il decoro della PA e preservare il prestigio degli enti pubblici, evitando che le opinioni personali possano in qualche modo influenzare la percezione del pubblico o degli studenti.

Per un insegnante, la presenza su OnlyFans potrebbe compromettere seriamente la sua reputazione professionale e quella dell’istituzione scolastica per cui lavora. Gli insegnanti sono figure di riferimento per i giovani, e la loro immagine pubblica deve rispecchiare valori di serietà, etica e responsabilità.

Nonostante OnlyFans sia legale e consenta la condivisione di contenuti da parte degli utenti, l’ambiente educativo ha una sensibilità molto più alta riguardo la preservazione dell’immagine pubblica e dei valori morali. Un’insegnante o un docente potrebbe, dunque, trovarsi a dover affrontare una situazione di difficile gestione, dove la propria libertà individuale potrebbe entrare in conflitto con il ruolo di educatore.

Allineamento con la Pubblica Amministrazione: i nuovi comportamenti da adottare

Il Codice Etico che sta per essere elaborato per i docenti segue un percorso già intrapreso dalla Pubblica Amministrazione. Dal 14 luglio 2023, infatti, sono entrate in vigore nuove norme che stabiliscono come i dipendenti pubblici debbano utilizzare con maggiore cautela i social network. Le linee guida stabiliscono che non è più consentito per i dipendenti della PA esprimere opinioni sui social che possano essere in qualche modo associate all’istituzione per la quale lavorano, specialmente quando tali opinioni potrebbero danneggiare l’immagine della pubblica amministrazione.

La novità principale riguarda anche l’utilizzo degli account istituzionali. Gli insegnanti dovranno utilizzare esclusivamente le proprie piattaforme professionali per finalità legate al lavoro, mentre i canali privati non dovranno essere utilizzati per attività pubbliche, se non in casi eccezionali.

La protezione della reputazione e l’attenzione alla privacy

Con la crescita dei social media, le norme di comportamento stabilite per la PA stanno diventando sempre più precise e restrittive. Questo cambiamento ha lo scopo di evitare danni alla reputazione istituzionale, che potrebbe risultare compromessa da dichiarazioni inappropriate o da comportamenti poco consoni da parte dei dipendenti pubblici. Se per un insegnante privato un comportamento sui social potrebbe avere ripercussioni sulla sfera personale, per un docente pubblico le conseguenze possono essere ben più gravi.

In particolare, l’introduzione di una social media policy per le scuole consentirà di regolare l’uso dei social e di dare indicazioni su come evitare l’uso improprio delle piattaforme per fini personali. Le scuole, quindi, potrebbero anche stabilire politiche ad hoc, adattando le linee guida in base ai diversi livelli gerarchici e alle responsabilità del personale. Inoltre, una maggiore attenzione verrà posta sulla divulgazione di documenti e informazioni, che dovranno sempre avere una finalità strettamente professionale e non personale.

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