
Test di Medicina: la riforma del sistema di accesso alla facoltà di Medicina, odontoiatria e veterinaria è ormai realtà. La Camera dei deputati ha approvato con 149 voti favorevoli e 63 contrari il nuovo sistema che prevede il superamento del tradizionale test di ingresso, ma con un’importante novità: il “numero chiuso” non è stato abolito, bensì posticipato alla fine del primo semestre.
A partire dall’anno accademico 2025-2026, l’ingresso a Medicina sarà aperto a tutti nel primo semestre, senza necessità di sostenere il tradizionale test di ingresso a Medicina. In questo periodo, gli studenti seguiranno un programma comune e materie specifiche. Tuttavia, a fine semestre, ci sarà una selezione basata sui risultati ottenuti negli esami. La graduatoria finale per l’accesso alla seconda parte dell’anno accademico sarà stilata in base ai crediti formativi acquisiti, che saranno utilizzati come criterio per stabilire chi potrà proseguire. Se gli studenti non ottengono il punteggio necessario, potranno scegliere un altro percorso universitario, ma senza perdere l’anno, poiché gli esami sostenuti saranno riconosciuti.
Il numero chiuso quindi non è stato abolito, ma rimane come filtro a metà anno. La selezione, che prima avveniva tramite un test di ingresso a crocette, è stata dunque spostata alla fine del primo semestre, dando agli studenti la possibilità di dimostrare le proprie competenze in aula. Nonostante questa novità, la valutazione rimarrà rigorosa, e solo chi avrà ottenuto un buon punteggio nei primi esami avrà la possibilità di continuare il percorso verso il titolo di medico.
Le novità riguardano solo le università statali, mentre quelle private continueranno a utilizzare i tradizionali test di ingresso. Sebbene il governo abbia esaltato la riforma come un passo verso l’abolizione di un sistema considerato selettivo e ingiusto, le critiche non sono mancate. L’opposizione ha definito la legge una “manovra di propaganda”, sottolineando che la selezione non è eliminata, ma semplicemente rinviata a metà anno, senza però incrementare le risorse per affrontare adeguatamente il carico di studenti.
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