Online i dati del censimento della popolazione realizzato dall'ente di ricerca Istat e relativo al 2021. Ecco i numeri siciliani.
Sono stati pubblicati dall’ente di ricerca Istat i dati del censimento della popolazione relativo al 2021. I dati sono molto importanti: il Censimento permette infatti di individuare principali caratteristiche strutturali e socio-economiche principali che contraddistinguono la popolazione che si trova in Italia, sia a livello nazionale, che per quanto riguarda le singole regioni. Interessante è poi confrontare i risultati ottenuti con quelli del passato e con quelli degli altri Paesi.
Di seguito i dettagli per quanto riguarda la Sicilia.
Nella regione Sicilia, i numeri fanno riferimento a 4.833.329 residenti, quasi in linea rispetto al 2020 (-376 individui), ma in calo del 3,4% rispetto a dieci anni prima.
Come riporta Istat, l’invariabilità rispetto al 2020 è risultato della somma di una componente negativa, costituita dal saldo naturale e da quello migratorio interno, cui si contrappone una componente positiva, rappresentata dal saldo migratorio con l’estero e dalla correzione censuaria.
Si rivela aumentato dall’11,4 per mille del 2020 al 12,2 per mille il tasso di mortalità, con un picco del 13,5 per mille registrato nella provincia di Messina.
Più della metà della popolazione censita è donna: il 51,3% della popolazione, che supera gli uomini di oltre 125mila unità, a causa della maggiore longevità femminile. L’età media è aumentata, anche se di poco: si è passati da 44,7 anni del 2020, a 44,9.
Gli stranieri censiti provengono da 164 paesi diversi, in maggior quantità da Romania (24,9%), Tunisia (11,8%) e Marocco (8,5%). In tutto sono 184.605 (-1.590 rispetto al 2020), 3,7 cittadini ogni 100 censiti.
Secondo il report Istat, in Sicilia sarebbero Catania e Ragusa le province più giovani, riportando una media di 44 anni. Messina ed Enna, invece, sarebbero quelle più anziane, con popolazione media rispettivamente di 46,6 e 46,2 anni.
Per quanto riguarda l’educazione, gli analfabeti e alfabeti senza titolo di studio rappresentano, rispettivamente, lo 0,9% e il 4,4% dei residenti. Il 33,1% dei residenti ha conseguito il diploma di scuola media, il 32,2% ha il diploma di scuola secondaria o di qualifica professionale, mentre il 13,3% possiede un titolo accademico.
Gli occupati, rispetto al 2011, aumentano del +0,6%, soprattutto fra le donne (+6,8%). Al contrario, dminuiscono le persone in cerca di occupazione (-33,1%), specialmente per la componente femminile, cioè circa 79mila unità in meno, pari al -39,8%.
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