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Catania, spiaggia inclusiva e senza barriere architettoniche: via al progetto

Il lido Le Palme in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi per un'estate sempre più inclusiva. Il progetto per uno spazio alla portata di tutti e senza barriere architettoniche

Il lido “Le Palme” di Catania e l’Unione Italiana Ciechi si uniscono in una partnership per un progetto che permetterà di abbattere tutte le barriere architettoniche, i pregiudizi e i luoghi comuni anche nelle spiagge. Grazie a questo progetto, sarà possibile ottenere uno spazio di totale sicurezza per “i ragazzi meravigliosamente abili e le loro famiglie”.

Il progetto mira ad una realtà ben delineata con una civiltà che risponde alle reali esigenze di tanti meravigliosamente abili, e delle loro famiglie, che vogliono godersi l’estate a 360°, con il rispetto dei tempi di espressione e di apprendimento della persona. In questo ambiente, tutti avranno  l’opportunità di vivere la dimensione ludica e di socializzazione, innanzitutto, e di apprendere molte discipline, dalle motorie, alle comunicative, che rappresentano una forte motivazione.

Il lido ha una infrastruttura che permette materialmente l’accessibilità a tutti, facendo sentire il disabile accettato e amato. Proprio per lui vengono pensate le attività abilitative che permettono ai ragazzi di ottenere dei risultati divertendosi in un ambiente ampio e bello come il mare. Il progetto vede coinvolti operatori socio sanitari, psicologi, insegnanti di scienze motorie e volontari, fornendo alle famiglie la possibilità di concedersi un attivo di relax nelle loro impegnative giornate. “Persone che amano i propri figli e si prendono cura di loro costantemente ma che, in questi spazi protetti, possono riposarsi e recuperare le energie fisiche e psicologiche”.

Il responsabile del lido, Vito Bruno ha evidenziato che “un grande merito va dato a Rita Puglisi, presidente Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione territoriale di Catania una donna si è prodigata tanto per rendere operativa una collaborazione dal grande valore sociale. Insieme stiamo facendo grandi cose cominciando con l’aiutare tantissime famiglie. Mamme e Papà sottoposte ad un carico enorme di responsabilità e che, per alcune ore, possono rilassarsi perché sicuri di aver affidato i propri figli a personale altamente preparato e specializzato. Sostenere i ragazzi meravigliosamente abili nella fase del divertimento, e di tutti i loro bisogni quotidiani, vuol dire alleggerire la pressione a cui sono sottoposti i genitori”.

Il progetto non è l’inizio ma solo uno dei tanti passi che i due enti hanno fatto insieme, proprio come sottolinea il presidente Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione territoriale di Catania, Rita Puglisi. “La sensibilità del Lido Le Palme ci ha permesso di sviluppare moltissime collaborazioni con loro nel corso degli ultimi anni abbiamo cominciato con il progetto “Arricreamoci” che si focalizzava sull’aspetto ludico ed educativo per i nostri ragazzi non vedenti, ipovedenti e ragazzi con pluriminorazioni sensoriali. Persone con plurihandicap che, oltre alla minorazione visiva, riportano moltissime altre patologie e problematiche. In questo contesto il mare con la sabbia diventa un ambiente dove i movimenti risultato più liberi e giocando si può aiutare notevolmente i nostri ragazzi”.

Tra le tante attività che negli anni si sono svolti, nel 2019, proprio il lido le Palme diventò la location di uno spettacolo sensoriale organizzato dalla Uic di Catania, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, chiamato “Il Sogno a Tre Punte”, con un palco sulla spiaggia che ha ospitato attori non vedenti come protagonisti e spettatori. Un evento che ha mostrato la quotidianità sotto un’altra prospettiva.

“Noi crediamo fortemente in iniziative come queste– conclude il responsabile del complesso turistico Le Palme, Vito Bruno- accompagnarli a vivere la loro esperienza in acqua, all’interno di percorsi protetti, non è semplice perché comporta tanta energia e attenzione. Il progetto poggia fondamentalmente sulle relazioni tra le persone: una partnership messa insieme attraverso una regia che incanala le varie espressioni di tutte le componenti in azione. I ragazzi diventano veri attori perché si rendono protagonisti delle proprie azioni, del proprio pensiero. Hanno scoperto il vero senso della socializzazione e del divertimento che si manifesta nel comunicare con gli altri. Con loro la relazione diventa naturalmente maieutica, si impara da loro, e non viceversa. Ecco perché ci siamo resi subito conto che i ragazzi sono recettivi senza limiti”.

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