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Stelle cadenti di San Lorenzo: perché si chiamano così e come vederle

Stelle cadenti di San Lorenzo, perché si chiamano così e come trovarle? Ecco tutte le informazioni in merito alle notte dei desideri tra le più attese dell'anno.

Tra gli appuntamenti più attesi di ogni estate c’è la notte di San Lorenzo, in cui tutti abbiamo dei desideri e sogni da affidare ad ogni stella cadente.

San Lorenzo e la scienza

A differenza di quanto si pensi, non si tratta di vere e proprie stelle candenti ma di detriti che bruciano entrando nell’atmosfera terrestre. In questo caso, si tratta di una gigantesca cometa che passa periodicamente nel sistema solare, la cometa Swift-Tuttle. Ogni volta che passa attorno al sole, perde parte del suo materiale, tra polveri e ghiaccio. E quando la Terra incrocia questa nuvola di resti, si dà origine alle lacrime di San Lorenzo. Vengono chiamate anche Perseidi, dal nome della costellazione da cui sembrano provenire queste meteore. In questo modo si da vita a una pioggia di scie luminose osservabili ad occhio nudo.

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Perché si chiamano lacrime di San Lorenzo

Il nome deriva dalla celebrazione di San Lorenzo, martire cristiano ucciso nel 258 d.C. Leggenda vuole che le comete delle Perseidi sono le lacrime versate dal santo durante il suo martirio, per questo la credenza di esprimere un desiderio, nella speranza che il santo ci aiuti a realizzarlo. Un’altra versione della leggenda, ricollega le scie luminose ai tizzoni ardenti su cui il santo fu torturato.

Inoltre, nell’antichità si credeva che il destino fosse scritto nel firmamento, e quando una stella cade significa che il destino non è più scritto e che si ha la possibilità di cambiare il destino e realizzare un sogno.

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Dove cercare nel cielo le lacrime di San Lorenzo?

Per individuare più scie luminose possibili, basta cercare la Detto, vale a dire la parte settentrionale di Perseo che è circumpolare e dunque visibile in ogni periodo dell’anno. Invece, la parte centrale si trova bassa sull’orizzonte nordorientale verso fine agosto (sempre all’ora canonica e comoda, le 21), arriva allo zenit a cavallo di capodanno. Allo stesso modo, a fine maggio successivo si trova bassa sull’orizzonte nordoccidentale nel cielo e per individuarla basta avere dei punti di riferimento. Nel mese di agosto, l’ora comoda e canonica per vedere le scie luminose ad occhio nudo sono le 21 e basta rivolgere lo sguardo sull’orizzonte nordorientale.

Nelle altre ore della notte usiamo come riferimento la costellazione di Cassiopea, semplice da individuare per la sua forma a W o a M.  Se la costellazione assomiglia a una W, la scia luminosa sarà da ricercare il gruppo di stelle sotto la parte sinistra dello zig-zag, se assomiglia a una M, le Perseidi saranno sotto la parte destra.

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Cristina Acquaviva

Cristina, calatina classe'97, studia e si laurea in Psicologia Clinica. Da passiva lettrice accanita, diventa giornalista pubblicista per poter raccontare i fatti da un punto di vista diverso.

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