Impennata dei contagi nelle ultime settimana, dovuta alla sottovariante BA.5. Secondo quanto sottolineato dall'OMS, tra i sintomi più frequenti, spossatezza, dolori, mal di gola e raffreddore, i quali si manifestano 2-3 giorni dopo il contatto con un soggetto positivo.

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In Italia, come in altri paesi, tornano a salire i nuovi casi, a causa della nuova variante Omicron 5, dando vita ad una vera e propria ondata estiva. Secondo quanto rilevato dall’OMS, Omicron 5 sarebbe stata responsabile del 16% dei contagi totali, per quanto riguarda il penultimo report, mentre nell’ultimo report la percentuale è salita sensibilmente al 25%. Si tratta di una variante più contagiosa delle precedenti che sta portando ad un incremento di posti occupati nei reparti ospedalieri.
Tra i sintomi della nuova variante Omicron 5, i più comuni sono febbre, spossatezza, dolori muscolari e alle articolazioni, forti forme di raffreddore e mal di gola, mentre sono meno probabili le perdite di gusto e di olfatto. Sintomi che, tuttavia, non lanciano particolari allarmismi, nonostante l’alto numero di contagi, secondo le dichiarazioni dell’’infettivologo dell’Ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti, intervistato da Quotidiano Nazionale: “Altri paesi hanno attraversato questa ipercircolazione di Omicron 5 senza particolari allarmismi — afferma Bassetti —. Tanti contagi ma sintomi lievi rispetto al virus originale. Dopo 3 o 4 giorni di febbre, mal di gola e stanchezza, tutto passa e si risolve“.
Secondo quanto spiegato dal virologo Fabrizio Pregliasco, in un intervista per Repubblica, il periodo di incubazione della nuova variante Omicron 5 è di 2-3 giorni dal momento del contatto ma in alcuni casi si può anche arrivare a 14 giorni.
Pregliasco, inoltre, mostra una visione più ottimista per questa nuova variante, come rilasciato ad Adkronos Salute: “Omicron 5 parrebbe un po’ meno cattiva di altre varianti. Il virus sta seguendo la via più naturale: quella che lo porta a una maggiore contagiosità ma con una maggiore benevolenza“.
Da uno studio di alcuni ricercatori cinesi coordinati dall’università di Pechino, è emerso che un vaccino booster derivato da BA.1 (Omicron) potrebbe non essere completamente efficace di fronte alle nuove varianti. Lo stesso risultato è emerso anche dalle ricerche della Columbia University e della Rockefeller University.
Verso il mese di agosto, l’azienda farmaceutica Moderna dovrebbe lanciare una versione aggiornata del vaccino, efficace sia contro il ceppo originario del coronavirus che contro varianti come BA.4 e BA.5.
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