Nell'ultima conferenza, il premier Draghi ha esposto dei provvedimenti anti-Covid, dall'obbligo vaccinale over 50 al ritorno a scuola. La sua è una rivendicazione per un approccio diverso rispetto al passato.

Nell’ultima conferenza stampa presso la sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio, il premier Draghi ha parlato di nuovi provvedimenti anti-Covid adottati dal governo. Le misure partono dall’obbligo vaccinale per gli over 50 alla decisione di riaprire le scuole, una priorità per il governo.
Il premier Draghi rivendica “un approccio diverso rispetto al passato” che parte da un “no” per la didattica a distanza, mentre sull’obbligo vaccinale: “La circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l’effetto sulla popolazione non vaccinata“. Un messaggio piuttosto chiaro per i non vaccinati, considerati i responsabili “della gran parte dei problemi”.
Il premier ha ricordato come l’Italia sia tra i primi Stati a imporre l’obbligo vaccinale contro il Covid. Dal personale sanitario a quello scolastico, fino alle forze dell’ordine, per i lavoratori universitari e gli over 50. Per quest’ultima categoria, la misura è stata adottata perché ritenuti più fragili e potrebbero correre più rischi: “Lo abbiamo fatto sulla base dei dati, essenzialmente, che ci dicono che chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi, le terapie intensive sono occupate per i due terzi dai non vaccinati”.
Il secondo motivo, sottolinea Draghi, “è quello dei colori delle regioni, perché il grado di costrizione sociale dipende proprio dai parametri che riguardano le terapie intensive ma più in generale l’ospedalizzazione. Tanto più riusciamo a ridurre la pressione dei non vaccinati sull’ospedalizzazione, tanto più possiamo essere liberi. Ma occorre la ragione scientifica alla base delle decisioni”.
Non bisogna fermare la ripresa economica: “la scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta”, aggiunge il premier. Inoltre, ha anche ricordato che gli istituti scolastici di alcuni paesi europei sono già aperti, paesi con una situazione pandemica simile all’Italia.
Per il premier, la situazione è diversa rispetto all’anno scorso grazie ai vaccini. L’economia ha segnato una crescita di oltre il 6%, le scuole hanno potuto riaprire. Secondo Draghi, alcune classi potrebbero tornare in Dad: “Probabilmente ci sarà un aumento delle classi in Dad, ma quello che va respinto è il ricorso generalizzato alla didattica a distanza”.
“Il governo ha la priorità che la scuola stia aperta in presenza: basta vedere gli effetti di disuguaglianza tra studenti, scolari della Dad lo scorso anno per convincersi che questo sistema scolastico che può essere necessario in caso di emergenze drammatiche provoca disuguaglianze destinate a restare”.
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