I musei e i parchi siciliani potranno restare aperti durante le festività: è stata approvata la norma che apporta le somme necessarie a garantire l'apertura, garantendo sicurezza, vigilanza e valorizzazione dei siti culturali.

Ottime notizie giungono dal dipartimento regionale dei Beni Culturali: i musei e i parchi siciliani potranno rimanere aperti anche durante le festività. Questa misura, che fa parte di un accordo di messa in sicurezza e ampliamento dell’offerta culturale del patrimonio culturale siciliano, è stata annunciata da Michele D’Amico, responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei beni culturali, e Simone Romano coordinatore regionale del Cu.Pa.S./Codir (Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano), movimento che aderisce al Cobas/Codir.
I due sindacalisti hanno commentato come l’accordo sia “l’epilogo di un percorso travagliato iniziato nel mese di agosto quando è emerso, durante un incontro con il vertice dipartimentale, non solo la grave mancata liquidazione di quanto spettante al personale per le prestazioni regolarmente svolte nel 2020 […] ma ci si è resi, altresì, conto che non era possibile per l’anno in corso sottoscrivere un accordo che tendeva a tutelare e aprire i siti nelle festività per mancanza di risorse certe ed esigibili”.
I sindacalisti hanno proseguito spiegando come però “il clima si è rasserenato quando l’Assemblea Regionale Siciliana il 17 novembre scorso ha approvato la norma con la quale ha appostato le somme necessarie a garantire sicurezza, vigilanza, valorizzazione e apertura dei siti culturali per l’anno in corso“.
Ottenute le somme, D’Amico e Romano sottolineano dunque come “sia scoccata l’ora di rilanciare il settore dei Beni Culturali; puntiamo a un impegno del governo regionale finalizzato a investire e superare le criticità che da troppo tempo lo pervadono“, chiedendo infine che “si avvii una fase di ammodernamento delle strutture museali a partire dai fatiscenti sistemi di impianti di sicurezza all’introduzione di processi di digitalizzazione per innovare processi di fruizione dei beni culturali nel tentativo di attrarre nuovi e curiosi fruitori”.
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