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Xiphonia, il mistero della città scomparsa in provincia di Catania

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Immagine di repertorio. Akropolis, di Leo von Klenze (cc: Wikipedia Commons).
Xiphonia, antica città greca nel territorio di Catania, resta tutt’oggi avvolta nel mistero. Qui sarebbe ambientato il celebre mito di Aci e Galatea.

Il mistero di Xiphonia continua ancora oggi a sollevare dubbi e a incuriosire studiosi e appassionati di storia locale. Antica città d’età greca, oggi del tutto scomparsa, poco o nulla è giunto ai nostri giorni per  testimoniarci la reale esistenza di questo luogo.

Il vero enigma, tuttavia, aleggia intorno alla sua collocazione. Stando al mito e ad alcuni resoconti di storici dell’antichità, essa sarebbe stata edificata in provincia di Catania, ma sulla sua collocazione sopravvivono ancora alcune perplessità.

Nello specifico, pare che Xiphonia fosse situata nel territorio compreso tra Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale e Aci Castello. Questa collocazione, però, non è data per certa e non mancano voci contrastanti che, al contrario, individuerebbero altrove il sito di questa antica cittadina.

Andiamo, dunque, alla scoperta di questa città dispersa tra le pieghe dei secoli, viaggiando tra i racconti della mitologia classica e le fonti storiche.

Ricostruzione storica

Della enigmatica città di Xiphonia parla lo storico Diodoro Siculo, secondo il quale il centro abitato fu costruito nel VII secolo a.C. e avrebbe preso il nome da un promontorio lì vicino. Altri, al contrario, assocerebbero il nome Xiphonia alle punte aguzze dei faraglioni di Aci Trezza.

Tra gli elementi a favore della sua collocazione nel territorio di Acireale, è appurato, oramai, che nell’antichità i poli più importanti dell’area furono due. Di questi, uno era certamente rappresentato dall’odierna Capo Mulini, mentre il secondo si sarebbe trovato tra le contrade di Santa Venera al Pozzo e quella di Reitana.

Nel 475 a.C. pare che la zona fosse stata colonizzata da migliaia di siracusani, che, tuttavia, entrarono  in tensione con gli abitanti locali. Gli attriti culminarono in uno scontro violento sotto Ducezio, che, infine, mise in fuga i siracusani.

Xiphonia avrebbe perso la sua originaria denominazione sotto i romani, i quali, dopo aver colonizzato l’urbe, l’avrebbero chiamata “Akis”. Con questo nome sarebbe stata conosciuta e citata da Teocrito ed Eschilo, mentre Ovidio e Silio Italico si riferirono a essa come “Acis”.

Famose sembrerebbero essere state le sue terme, particolarmente benefiche per via delle acque sulfuree provenienti dall’Etna. Nei secoli, però, guerre civili, saccheggiamenti, terremoti ed eruzioni dell’Etna avrebbero costretto gli abitanti di Xiphonia a spostarsi più a sud. Le informazioni riguardanti questo periodo sono poche e confuse, ciò che è certo è che della misteriosa città greca si persero del tutto le tracce.

Xiphonia nella mitologia

Al di là delle informazioni fornite da Diodoro Siculo, il nome di Xiphonia è giunto fino ai nostri giorni grazie alla mitologia classica. Proprio in questo luogo avvolto dal mistero, infatti, Teocrito, Ovidio e Virgilio collocano la famosa leggenda di Aci e Galatea.

Qui l’umile pastore Aci si sarebbe innamorato, ricambiato, della bellissima Galatea, una ninfa, che, sfortunatamente, aveva già attirato l’insana passione del ciclope Polifemo. Quest’ultimo, pazzo di gelosia, decise di scagliare un enorme masso sul pastorello, che morì sul colpo. Giove, impietosito, volle trasformare Aci in un fiume, all’interno del quale la ninfa Galatea si sarebbe potuta immergere e ricongiungersi col suo amato.

Inoltre, sempre nei pressi di Xiphonia, sarebbe approdato il prode Ulisse insieme ai compagni e, preso in ostaggio da Polifemo, sarebbe infine riuscito a sconfiggere il ciclope, accecandolo.

Rinvenimenti archeologici

Alcuni rinvenimenti archeologici potrebbero essere la prova che un’antica città sia realmente esistita laddove Diodoro Siculo, Teocrito, Ovidio, Virgilio e Silio Italico collocarono Xiphonia. Tra i maggiori rinvenimenti archeologici, bisogna citare l’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, un sito su cui affiora una sorgente di acqua sulfurea dell’Etna e in cui sono stati ritrovati insediamenti romani, soprattutto terme.

In prossimità di quest’area, inoltre, sono stati rinvenuti altri reperti, come un mosaico d’epoca romana detto “Il Pegaso”.

Negli anni ’50 ad Aci Castello, in zona “Vigna vecchia”, vennero alla luce le tracce di una vasta necropoli ellenistica, mentre ulteriori scoperte furono fatte nei decenni successivi, sebbene la mancanza di un piano per gli scavi e la forte urbanizzazione del luogo non permisero di valorizzare il sito, che pure si estendeva per almeno un ettaro. Oggi tutti i reperti ritrovati sono custoditi nella Pinacoteca Zelantea di Acireale e nel Museo Civico di Aci Castello.

Ipotesi alternative

Non tutte le teorie concordano, però, con la collocazione di Xiphonia nei pressi di Acireale. Secondo versioni alternative, anzi, essa sarebbe sorta vicino ad Augusta, in provincia di Siracusa, dove la presenza greca fu preponderante. Qui esiste il capo Xiphonio, mentre una via si chiama addirittura Xifonia.

A proposito dell'autore

Debora Guglielmino

Classe '94, la passione per l'informazione e il giornalismo mi accompagna sin da quando ero ancora una ragazzina. Studentessa di Scienze della Comunicazione, amo la lettura e le atmosfere patinate ed eleganti tratteggiate nei romanzi della Austen. Appassionata e ambiziosa, sogno di poter un giorno conoscere il mondo e di raccontarlo attraverso una penna e un taccuino.

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