Nicoletta, siciliana premiata da Mattarella: “Così combattiamo violenza”

Un laboratorio di conserve e prodotti da forno che sia un rifugio in cui curare le ferite e da cui ripartire, poi, più forti: è l'idea semplice ma potente della siciliana Nicoletta Cosentino, oggi Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana. Intervistata da LiveUnict, la donna ha ripercorso il proprio passato e motivato l'impegno quotidiano contro la violenza di genere.

Quel che abbiamo da poco salutato è stato un anno all’insegna della paura e dell’incertezza ma, al tempo stesso, quello in cui abbiamo ascoltato il maggior numero di storie con al centro eroine ed eroi silenziosi. Numerosi di questi sono stati scovati all’interno dei reparti ospedalieri, altri riconosciuti altrove. E a 36 di questi ultimi, al termine di un 2020 forse da dimenticare ma comunque indimenticabile, il presidente Sergio Mattarella ha conferito l’onorificenza al Merito della Repubblica.

Quanti nomi femminili possiamo scorgere all’interno dell’elenco? Le donne premiate sono ben 20 e, tra queste, non mancano di certo quelle indissolubilmente legate alla Sicilia. LiveUnict, in particolare, ha chiesto alla palermitana Nicoletta Cosentino di raccontare la propria incredibile storia.

Dalla violenza al riscatto: la storia di Nicoletta Cosentino

Non è possibile trattare del riscatto di questa donna, oggi Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, senza accennare ad un passato di violenza. Nicoletta Cosentino lascia ormai alle spalle una storia di abusi, accantonata grazie ad un percorso di recupero nel centro antiviolenza Le Onde Onlus di Palermo ed al sostegno del Centro Astalli e dell’Associazione Pellegrino della Terra.

Riprendere in mano la propria vita, tuttavia, non sarebbe stato sufficiente: qualcosa l’ha spinta a guardarsi intorno e ad offrire sostegno ad altre donne.

“Durante il percorso fatto al centro antiviolenza ho incontrato tante altre donne e, man mano, prendendo consapevolezza di quelli che sono gli abusi psicologici, ho capito che non ero sola – ha raccontato a LiveUnict Nicoletta Cosentino – . Gli abusi di coppia sono talmente normalizzati da toccare quasi tutte le donne, seppur in maniera e misura diversa. È un problema culturale, molto più diffuso di quanto si possa credere”. 

Secondo quanto raccontato dalla stessa donna, tale presa di coscienza avrebbe permesso la nascita di un’esigenza: quella di  porgere una mano a chi vive una condizione di fragilità.

“Essendoci passata, penso inevitabilmente a tutte le donne che sono ancora in condizioni di abusi domestici – ha continuato la donna –  e mi si stringe il cuore. ‘Esco io e tiro fuori le altre’: questo è stato l’unico pensiero. Questo è stato quello che mi ha mosso allora e continua a muovermi ancora oggi”.

“Cuoche combattenti”: la cucina contro la violenza

Così, dopo aver frequentato un corso di cucina del Centro antiviolenza Le Onde Onlus e in collaborazione con D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), Nicoletta ha iniziato a coltivare l’idea di “Cuoche combattenti”, trasformata in una realtà lo scorso 27 settembre 2019. Si tratta di un laboratorio artigianale specializzato in confetture e marmellate, conserve e prodotti da forno che profumano di rivalsa, oltre che di Sicilia. Qui, le donne uscite dal tunnel della violenza, possono riacquistare  la libertà grazie al cibo e ad un lavoro.

“Non aiuta a combattere la violenza la cucina in sé ma un lavoro in cui ci si senta realizzate, che piaccia ma che restituisca anche un reddito e, di conseguenza, una possibilità di programmare la propria vita e di ricominciare – ha precisato Nicoletta – . La cucina è poi uno strumento utile in quanto mia passione e passione di chi si avvicina a ‘Cuoche combattenti’ “. 

Di fatto, secondo quanto ribadito anche da Nicoletta Cosentino, il fattore economico appare rilevante e spesse volte contribuisce a collocare le donne in posizione subalterna rispetto agli uomini.

“La dipendenza economica agisce su ogni abito della tua esistenza. Qualsiasi progetto tu abbia risulta impossibile senza il consenso di chi detiene il potere economico – ha spiegato – . E quindi è centrale per qualunque tipo di scelta: comprare un paio di slip, mangiare una pizza o fare la spesa ai propri figli. Per questo è fondamentale avere il minimo che consenta di poter gestire la propria vita senza dipendere da qualcun altro“. 

“Integrazione”: è la parola chiave del progetto

Le porte di “Cuoche combattenti” sono aperte a chiunque senta il bisogno di rialzarsi dopo una caduta: all’interno del laboratorio, di fatto, lavorano fianco a fianco donne di nazionalità e cultura diverse. Ad ognuna di queste, senza alcuna distinzione, sono riservati stage formativi ed assunzioni.

“Il laboratorio è contro la violenza e la violenza è globalizzata e trasversale, è internazionale – ha dichiarato la fondatrice -. Non esiste una violenza che abbia priorità su un’altra. E poi credo che l’integrazione sia fondamentale non solo nel mio laboratorio: dovrebbe essere attivata in tutta la società”.

Il premio e gli obiettivi futuri

Nicoletta Cosentino è stata premiata negli scorsi giorni e dal Presidente della Repubblica “per il suo esempio di reazione e per il contributo offerto nella promozione di una cultura di contrasto alla violenza sulle donne e di recupero delle vittime di abusi”. Ma cosa può insegnare agli italiani la sua vicenda, soprattutto in questo particolare momento storico?

“È difficile questa domanda – ha ammesso, infine, Nicoletta Cosentino – . Questo riconoscimento mi ha talmente colto di sorpresa che forse non ho ancora elaborato nemmeno io questa risposta. È chiaramente un onore e dà forza a tutto quello che ho fatto fino ad ora, al mio lavoro. Continuerò a farlo con maggior impegno“. 

Marzia Gazzo

Marzia Gazzo nasce a Catania il 6 giugno 1998. Laureata in Lettere Moderne, collabora con la testata LiveUnict da maggio 2018. Da dicembre 2020 è coordinatrice della redazione. Ama leggere belle parole, ascoltare voci, raccontare storie.

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