Ai figli dei sanitari andrebbe garantita la didattica in presenza: tutti i dettagli su quanto indicato dal Ministero dell'Istruzione.

I figli di medici, infermieri e farmacisti devono poter assistere (in gruppi limitati) alle lezioni in presenza anche all’interno delle scuole chiuse: è quanto richiesto dal Ministero dell’Istruzione.
Si precisa che la didattica in presenza è già riservata a studenti portatori di handicap, a quelli con bisogni educativi speciali o per svolgere le attività laboratoriali (istituti tecnici e professionali). Secondo quanto indicato in una nota attuativa e riportato da La Repubblica, tale opportunità va estesa anche ai figli degli operatori sanitari. Ma per quale ragione? Le lezioni di presenza sarebbero necessarie perché questi studenti sono figli di genitori con orari che non si conciliano facilmente con quelli della didattica a distanza.
Il ministero ha, di conseguenza, chiesto ai dirigenti scolastici (attraverso un questionario ministeriale) quanti siano i figli di sanitari all’interno degli istituti e a quanti di essi venga garantita l’istruzione in presenza.
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