Nuovo DPCM che alimenta ancora polemiche tra governo e regioni. Il premier Conte prova a spegnere la discussione, rispedendo al mittende le critiche.

Il premier Giuseppe Conte prova a placare le critiche sul nuovo DPCM, negando di aver agito discriminando le regioni in base al colore politico (penalizzando le regioni del centrodestra). L’alternativa alle misure attulmente in vigore, infatti, sarebbe stato un nuovo lockdown generalizzato, l’obiettivo da evitare per tutto il Paes.
“Nessuno – dichiara il premier in un’intervista al Corriere della Sera – ha mai messo in discussione prima il meccanismo di monitoraggio che ha portato alla divisione dell’Italia in tre fasce, rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato. L’alternativa a questo sistema è chiudere ancora una volta il Paese con danni enormi per tutti. In questo caso mal comune non sarebbe mezzo gaudio, ma disastro per tutti“, ha concluso in seguito.
In malafede, invece, sarebbe chi accusa il Presidente del Consiglio di aver discriminato nel nuovo DPCM le regioni amministrate dal centrodestra, una critica cominciata da alcuni amministratori regionali e poi proseguita dai leader dell’opposizione. “Non c’è nessuna volontà di penalizzare alcune aree a discapito di altre. Non c’è alcun margine di discrezionalità politica nell’ordinanza del ministro Speranza. Le Regioni sono parte integrante di questo meccanismo”, dichiara a tal proposito.
Nei giorni scorsi, anche il governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci, aveva lanciato accuse di discrezionalità al governo, mentre l’assessorato alla Salute regionale ha richiesto di rivedere i dati relativi all’Isola dopo l’aumento dei posti letto. “Eravamo assolutamente convinti che saremmo stati inseriti nella fascia gialla – ha dichiarato Musumeci a poche ore dall’uscita del nuovo DPCM -. Altre regioni che potevano stare al posto nostro, sono invece gialle… questo alimenta sospetti. Tutte le zone penalizzate sono regioni che appartengono al centrodestra… Non ho la certezza, ma il sospetto sì“ (in realtà la Puglia, regione inserita in fascia arancione come la Sicilia, è amministrata dal centro-sinistra, con il governatore uscente Emiliano confermato alle ultime elezioni di settembre 2020, ndr).
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