Le città universitarie si sono svuotate, a causa del Covid. La disponibilità di stanze libere è così cresciuta a livelli altissimi: una panoramica sulla situazione.

Come ogni anno accademico, la ricerca di una stanza per gli studenti e le studentesse fuorisede diventa una “ricerca al prezzo più basso”. Quest’anno, complice la COVID-19, siamo di fronte ad un’inversione di tendenza, con un boom di stanze disponibili per i fuorisede.
Uno studio condotto da Immobiliare.it, segnala Milano come la città più cara d’Italia: affitto fermo a 565 euro al mese con una disponibilità del +290.
Gli Atenei stanno programmando la riapertura con la “modalità mista”: lezioni in presenza e “a distanza”.
Ogni università procede diversamente: se a Bergamo le lezioni in aula riprenderanno con meno di 50 studenti, diversa è la situazione a Roma Tre, dove saranno accolte le matricole e gli altri dovranno accontentarsi delle lezioni “a distanza”.
Come si evince dal portale immobiliare, “Il Covid-19 ha avuto come effetto collaterale quello di svuotare, da Nord a Sud, le stanze generalmente affittate agli studenti e ai lavoratori fuori sede. A livello Italia la disponibilità di camere rispetto al 2019 è infatti più che raddoppiata (+149%)”.
Milano si conferma come la città più cara d’Italia, con l’affitto di una stanza fermo a 565 euro. Sconti a Bologna e Palermo, dove una stanza singola costa il 9% in meno rispetto allo scorso anno. A Roma, servono 438 per una singola e 287 per un posto in doppia. A Bologna e Firenze, 400 euro per affitare una stanza.
Per quanto riguarda la disponibilità, come riportato da Repubblica: “Milano è la città record per quanto riguarda la disponibilità di stanze: +290% su base annuale, seguita da Bologna (+270%). Offerta quasi triplicata a Padova (+180%) e Firenze (+175%) e raddoppiata a Torino (108%), Roma (+130%) e Napoli (+100%)“.
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