L'assessore alla Salute Ruggero Razza firma una circolare "urgentissima" relativa allo sgombero degli hotspot, in scadenza alle 24 di oggi.

Dopo l’ordinanza firmata domenica e malgrado l’opposizione del Viminale, la Regione Siciliana si prepara allo sgombero degli hotspot. L’assessore alla Salute Ruggero Razza, infatti, avrebbe firmato una circolare “urgentissima” indirizzata alle Aziende sanitarie provinciali e alla prefetture, per l’esecuzione dello sgombero degli hotspot isolani alla mezzanotte di oggi.
Nella circolare, si legge, viene richiesta “una celere ricognizione e puntuale indicazione del numero dei soggetti migranti, attualmente ospitati all’interno dei centri di accoglienza/hotspot insistenti sulla provincia di pertinenza, o altro genere di strutture eventualmente interessate dalle disposizioni dell’ordinanza regionale, specificando altresì il numero dei soggetti già accertati positivi al contagio da Covid-19″.
Inoltre, le Asp dovranno procedere anche a “celere ricognizione e puntuale indicazione del numero dei soggetti migranti, attualmente ospitati all’interno dei centri di accoglienza/hotspot insistenti sulla provincia di pertinenza, specificando il numero dei soggetti già accertati positivi al contagio”.
Per quanto riguarda, invece, l’esecuzione dei controlli sanitari, ogni Asp provinciale incarica una o più Usca operante sul proprio comprensorio. Il trasferimento degli individui positivi o dichiarati positivi, “avviene nel rispetto dei protocolli sanitari ministeriali vigenti”.
Infine, un altro provvedimento assessoriale istituisce una task force ispettiva munita di compiti di monitoraggio e vigilanza e del mandato di eseguire, “nella contestualità delle operazioni di trasferimento, opportune ispezioni presso Hotspot e Centri di prima accoglienza”.
Dopodiché, una volta svolti i sopralluoghi, verrà verificata “la sussistenza o meno dei requisiti igienico-sanitari per l’esercizio delle strutture oggetto di ispezione, in uno con le eventuali violazioni dei protocolli finalizzati al contenimento del contagio da Covid-19”. In seguito, potranno essere formulate “eventuali proposte di chiusura o di riconversione delle strutture che ne risultassero carenti e tutte le soluzioni alternative del caso”.
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