Scienza e Salute

Tocilizumab, il farmaco anti-artrite che potrebbe curare il Coronavirus

Da Napoli, dall'Istituto per i Tumori Pascale, arriva una speranza di cura per il Coronavirus: si  tratta del Tocilizumab, farmaco anti-artrite prodotto da Roche.

Ad annunciare l’efficacia di Tocilizumab sul covid-19 è l’oncologo Paolo Ascierto, presidente Fondazione Melanoma e Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli dopo aver trattato due pazienti italiani e averne visto i benefici in sole 24 ore.

Il Tocilizumab è un anticorpo monoclonale, cioè una proteina adeguatamente “rimaneggiata” e “costruita” in laboratorio per agire contro un’altra proteina, l’IL6, che invece favorisce l’infiammazione e la distruzione dei nostri tessuti. Il farmaco è stato studiato principalmente per il trattamento dell’artrite reumatoide e dell’artrite idiopatica giovanile sistemica, una grave forma di artrite reumatoide dei bambini.

La sperimentazione è già stata richiesta in diversi ospedali fra cui i centri di Bergamo, Fano e Milano. Prima di poterlo utilizzare però si attende la validazione che dovrebbe arrivare dopo uno studio multicentrico nazionale, iter particolarmente lungo, che può essere evitato grazie ad una fast track, ovvero un iter veloce che consente, nel caso vengano alla luce dati su nuovi farmaci efficaci di approvarne l’uso negli ospedali in poche ore.

A parlare di Tocilizumab anche il farmacologo Giuseppe Nisticò, docente dell’Università di Roma Tor Vergata. “Ci sono basi razionali – dice all’AGI Nisticò – per tale autorizzazione dall’EMA. Infatti, il Tocilizumab è un anticorpo monoclonale, cioè una proteina che, con alcune sequenze di aminoacidi, si può ancorare alla proteina “Spike” del coronavirus. Con tale meccanismo – aggiunge – il farmaco può bloccarne la replicazione o arrestare la sua virulenza. Era stato già documentato che il Tocilizumab è un farmaco capace di bloccare la liberazione massiva della citochina IL6, indotta dal coronavirus a livello cellulare e così prevenire i suoi effetti letali”. “