Dopo anni di battaglie legali, Salvatore Cannizzo, militare morto per contatto con uranio impoverito, ottene giustizia: ai familiari un risarcimento di un milione di euro.

A sette anni dalla scomparsa di Salvatore Cannizzo, sergente della marina militare catanese, il giudice ha stabilito un risarcimento economico alla famiglia pari ad un milione di euro. Il militare, che aveva prestato servizio Kosovo ed Albania dal 1999 al 2001, nel 2006 aveva scoperto di essersi ammalato di tumore al cervello: una diagnosi, questa, subito apparsa come legata ad un’inspirazione prolungata dell’uranio impoverito durante le missioni nei Balcani.
Come testimoniato dallo stesso Cannizzo, infatti, in quegli anni non sarebbe stato messo a disposizione delle truppe italiane alcun dispositivo di protezione e sicurezza. In seguito alla richiesta di risarcimento presentata dalla stessa vittima e rigettata dal Ministero della difesa, ha avuto inizio una lunga battaglia conclusasi solo lo scorso 12 novembre con una sentenza importantissima. La terza sezione civile del Tribunale di Catania ha riconosciuto ufficialmente che la morte di Salvatore Cannizzo è stata causata dal contatto diretto con l’uranio impoverito.
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