TFA sostegno 2019: i test preselettivi si sono rivelati confusionari e privi di rigidi controlli. Diverse le segnalazioni di alcuni partecipanti alle prove.

TFA Sostegno 2019: le Università stanno pubblicando i risultati delle prove preselettive svolte il 15 e 16 aprile per l’assunzione di docenti di sostegno nelle scuole pubbliche italiane di ogni ordine e grado.
Diverse le segnalazioni di alcuni partecipanti ai test che denunciano una mancanza di controlli da parte del personale e risultati che non corrispondono alla reale preparazione. L’Università della Calabria (Arcavacata, Rende), l’Università della Basilicata (Potenza) e l’Università di Bari hanno dovuto sospendere e aggiornare tre prove.
Sono stati tanti e diversi gli errori commessi nella somministrazione dei test per il TFA sostegno 2019: in alcune aule le domande non sono state consegnate o sono state consegnate quelle di un altro ciclo scolastico; i regolamenti sono stati applicati in modo diverso a seconda dell’ateneo coinvolto con prove svolte in modo differente; cellulari non ritirati; candidati con libri, appunti e dispositivi elettronici, nonostante i divieti presenti. In tutti casi i controlli sono stati quasi inesistenti con evidente disorganizzazione degli atenei ospitanti.
I risultati pubblicati finora ne sono la prova: ci sono stati bocciati con 27/30 e ammessi con 0/30. Sono i risultati di due Università diverse, resi possibili dal dm n. 92/2019 che stabilisce che il test è superato dal doppio dei candidati rispetto al numero previsto dal bando, più tutti coloro che hanno conseguito il risultato dell’ultimo degli ammessi.
Pertanto non c’è un punteggio minimo con il quale si supera la prova, ma per accedere alla prova scritta in quella Università il candidato dovrà realizzare il punteggio più alto in quell’ateneo. I candidati non ammessi alla prova scritta del TFA sostegno 2019 potranno ritentare il prossimo anno.
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