Il Word wide web compie 30 anni. Evoluzione e diritto alla privacy in una rete ''apparente'' globale.

È successo ben 30 anni fa, il 12 marzo 1989, quando Tim Berners-Lee, presentò al Cern di Ginevra il suo saggio sulla “base teorica della rete”, segnando la storia della tecnologia e la nascita della rete, portando al lancio del primo sito internet il 6 agosto 1991.
Il Word Wide Web o semplicemente “Web” è un mezzo di comunicazione globale che gli utenti possono usare per leggere e scrivere attraverso computer connessi a Internet. Il termine è spesso ed erroneamente utilizzando per intendere Internet, ma il Web è semplicemente un servizio che opera tramite Internet.
Internet esisteva già dagli anni Sessanta grazie ad Arpanet, un progetto voluto dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti, nato da motivi puramente militari durante la guerra fredda per poi diventare la più grande rete globale che collega milioni di civili su tutta la terra. Passarono poco più di due anni dalla presentazione del progetto a Ginevra e Berners-Lee, in collaborazione con il belga Robert Cailliau, realizzarono le basi del Web e crearono perfino il primo browser. Una rete globale di documenti HTML interconnessi negli anni novanta che si è evoluta nel cosiddetto Web 2.0 con il nuovo millennio.
Nonostante Internet sia in grado di collegare milioni di utenti tra di loro da ogni parte del pianeta, ancora oggi, sono presenti aree sconnesse dai principali nodi di comunicazione. Basti pensare l’Africa sub-sahariana o regioni dell’Asia che sono letteralmente dimenticate dall’informazione perché regioni prive di risorse e in grave crisi economica. Regioni che nel 2019 non riescono ad integrarsi, anche al mancato utilizzo di Internet, a una rete di comunicazione globale. Zone da sempre lontane a tale progresso tecnologico mentre gli abitanti del mondo occidentale sembrano oramai condividere ogni attimo della propria esistenza.
Un altro problema che affligge il mondo virtuale è quello della privacy. Di recente, infatti, Mark Zuckerberg, CEO e founder di Facebook, è stato invitato a comparire a Bruxelles dopo l’affare Cambridge Analytica, sull’uso illecito dei dati degli utenti di Facebook da parte di app. Problema di privacy che necessita di nuove leggi e tutele da offrire agli utenti che sembrano rendere sempre più pubblica la loro vita privata.
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