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Saldi finti a Catania: così i negozi aumentano i prezzi di partenza dei prodotti

Foto di repertorio
Da una settimana dall'inizio dei saldi, è già possibile riscontrare i primi inganni: molti negozi del catanese truffano, infatti, i clienti con i cosiddetti "sconti falsi".

Più di una settimana fa la Sicilia ha dato il via ai saldi che, come una calamita, stanno attirando molti verso grandi centri commerciali e piccole boutique. I siciliani da giorni stanno facendo una caccia all’offerta, ma esistono sul serio queste grandi occasioni?

In molti negozi vengono imposti, ogni anno e soprattutto nei primi giorni, i cosiddetti “saldi finti”, ovvero esempi di scontistica applicati soltanto dopo un iniziale aumento del prezzo di partenza. Con questo mezzo piuttosto subdolo, i clienti entrano nei negozi attirati da giganteschi cartelloni riportanti sconti da sogno, come il 50, 60 o, addirittura, 70%. E, ignari, pensano di fare un buon affare ma in realtà acquistano prodotti allo stesso prezzo a cui erano in vendita prima dei saldi. Nel casi più estremi, i prezzi vengono gonfiati in maniera così esagerata da renderli, in seguito all’applicazione della promozione, identici a quelli praticati nei giorni precedenti i saldi.

Il fenomeno descritto può facilmente apparire agli occhi dei più fiduciosi come una leggenda metropolitana ma, sfortunatamente, si tratta di una realtà parecchio diffusa, anche in Sicilia e nella zona del catanese. I clienti più critici e attenti sono in grado di smascherare e testimoniare facilmente i raggiri, osservando in vari periodi i cartellini e confrontando, adesso, i prezzi.

“A metà dicembre ho acquistato un pigiama in un negozio di un noto franchising all’interno di un centro commerciale di Catania – ci racconta Michela, giovane e assidua cliente catanese – al prezzo di € 29,95, senza alcuno sconto. Sono tornata all’interno del punto vendita dopo l’inizio dei saldi e, a malincuore, ho constatato l’inganno: il pigiama c’era ancora ma il cartellino segnava adesso un prezzo di € 39,95 a cui veniva applicato il 30%. È facile concludere che il prezzo era rimasto praticamente inalterato.”

Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato ma di un espediente ormai conosciuto e utilizzato da anni, soprattutto nei negozi di abbigliamento. 

“Qualche mese fa volevo acquistare un paio di jeans al prezzo di 40 euro – spiega Giuliana, studentessa catanese – . Con i saldi sono tornata in un negozio di una nota catena in via Etnea, dove ho trovato lo stesso capo di abbigliamento che aveva un prezzo più alto e, con lo sconto, costava comunque 40 euro. Me ne sono andata”.

 

 

Marzia Gazzo