Molestie all’università, studentesse denunciano: “Non si può andare avanti così”

Si appostano nei pressi dell'università, chiedono generiche indicazioni per poi rivelare cattive intenzioni: i racconti delle giovani studentesse molestate.

Alcune studentesse dell’Università degli Studi di Palermo hanno denunciato episodi di molestie subite nelle zone a ridosso della cittadella universitaria. Alcune hanno parlato di un uomo che circola in auto chiedendo informazioni sulle segreterie o sui bar, rivelando successivamente le proprie intenzioni. Le segnalazioni sono arrivate alla redazione del blog ioStudio.

“Stavo tornando a casa dalle lezioni – racconta una ventenne – quando un uomo sulla trentina mi ha fermata per chiedere informazioni. Ho risposto più di una volta alle sue domande insistenti, poi mi sono accorta che dall’interno dell’auto quell’uomo si era denudato, quindi sono corsa via e ho raccontato tutto alle mie coinquiline. Ho avuto paura e non sono riuscita nemmeno a prendere la targa della sua macchina”. 

Un’altra studentessa racconta di essere stata molesta probabilmente dallo stesso uomo. “Un uomo giovane – racconta  – ha fermato anche me, proprio mentre andavo via dall’ultimo parcheggio dell’università, vicino la pompa di benzina. Un’auto che veniva da lì mi ha superata, accostandosi davanti a me. L’uomo all’interno si è avvicinato chiedendomi diverse informazioni, alla fine tentando di convincermi a uscire. Mi sono spaventata parecchio e ho dato gas per scappare il prima possibile. Spero che qualcuno possa fermare queste persone, non si può andare avanti così”.

Secondo altre dichiarazioni, gli episodi di molestie non si fermerebbero qui: altri episodi vedono coinvolto un uomo sulla cinquantina. Anche in questo caso, l’espediente utilizzato sarebbe stato quello di chiedere informazioni sulla posizione di un bar, per poi denudarsi mentre la vittima sta rispondendo. Lo stesso uomo ha cercato di agganciare un’altra studentessa. “Voleva costringermi a salire in auto con lui – ha affermato la ragazza– a quel punto mi sono allontanata parecchio per ignorarlo, ma mi ha raggiunta per la seconda volta. Per fortuna è arrivato il mio autobus e sono andata via”.

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