A poche settimane dal test d'ammissione in Medicina, si torna a parlare del numero chiuso. Secondo la ministra della Salute, Giulia Grillo, occorre una riforma che garantisca un sistema meritocratico.

“Come è concepita oggi la norma non è meritocratica. Va rivista la modalità di selezione”. Ad annunciarlo è la ministra della Salute, Giulia Grillo, che ha affrontato il tema del numero chiuso dell’ambito corso di laurea di Medicina.
Rispetto ai tempi d’intervento, la ministra è stata molto cauta ma si pensa già al modello francese: “Facciamo una cosa alla volta ma fatta bene, dopo 25-30 anni di immobilismo e cattive riforme. – ha detto Grillo – Perseguiremo un modello di meritocrazia, democratico e aperto. Ci si potrebbe ispirare a quello francese dove non c’è il numero chiuso all’inizio, con libero accesso al primo anno, e poi una selezione molto serrata per verificare chi è in grado di andare avanti. Ci sono pro e contro ma è meglio del sistema attuale”.
La riflessione è stata scatenata da un’inchiesta de Il Mattino sulla carenza di medici al pronto soccorso: “Partiremo dal calcolo del fabbisogno per essere sicuri di non restare senza medici e magari importarli dall’estero. Così come non è giusto esportare medici e infermieri formati nei nostri Atenei”.
“Guardo all’Europa – ha continuato la Ministra – Il sistema delle borse di studio che vige oggi in Italia è unico in Europa. Nei Paesi più avanzati esistono percorsi di formazione e lavoro in cui il medico laureato accreditato entra a lavorare negli ospedali. Anche i nostri laureati spesso sono presi all’estero per seguire questo percorso che consente di avere medici perfettamente in grado di lavorare anche in prima linea sin dai primi anni successivi alla laurea”.
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