Libri

A spasso per l’Italia con la sua biblioteca mobile: la storia del maestro Antonio

Il bibliomotocarro e il suo conducente vanno su e giù per il sud del Paese da circa 19 anni ormai, portando l’amore per il saper anche negli angoli più sperduti, dove non esistono librerie né biblioteche pubbliche.

Diffondere l’amore per la lettura anche nei paesini più piccoli e isolati del Sud Italia; portare la cultura negli angoli più sperduti del Paese; accendere la scintilla della conoscenza nei più piccoli, aiutandoli a sviluppare l’interesse per la letteratura e la fantasia. È questa la missione di Antonio La Cava, ex maestro ormai in pensione, che gira il Paese a bordo del suo bibliomotocarro, una vera e propria biblioteca ambulante che trasporta al suo interno libri per bambini di ogni genere.

Questa ammirevole iniziativa vide la luce nel lontano 1999, quando il maestro elementare Antonio La Cava, oramai in pensione, decise di scendere personalmente in campo contro il disamore, sempre più diffuso e allarmante, delle nuove generazioni nei confronti della lettura e del sapere in genere. Nella fattispecie, poi, il maestro La Cava si propose di portare letteralmente “a domicilio” i libri in quei paesini del sud Italia con meno di mille abitanti e sperduti nell’entroterra, dove una biblioteca pubblica o librerie non esistevano ed erano considerate un vero lusso dagli abitanti del luogo.

Sfatare il mito di una cultura elitaria, di un sapere aristocratico, accessibile a pochi, non democratico: è stata questa la missione del maestro in questi diciannove anni circa di attività in giro per i borghi più piccoli del Paese, che lo accolgono ancora oggi con entusiasmo, curiosità e grande apertura, oltre che con allegria e gioia. I bambini, specialmente, si dimostrano sempre attratti e incuriositi all’arrivo del bibliomotocarro, accompagnato come di consueto dalla musica, e sono lieti di lasciarsi guidare dal maestro alla scoperta del magico mondo dei libri.

La biblioteca mobile non prevede alcun registro dei prestiti, i bambini possono scegliere liberamente un libro da portare con sé e da tenere, a mo’ di investimento per il futuro delle nuove generazioni. Il maestro La Cava, però, oltre a riconoscere l’importanza della lettura, si occupa altresì si sviluppare le capacità di scrittura dei più piccoli. L’idea di educare i bambini anche alla scrittura nacque da una bimba un po’ timida che un giorno disse all’insegnante: “maestro, perché i libri non li scriviamo noi?”.

La Cava pensò, quindi, di acquistare duecento quaderni e di aiutare i bambini a mettere nero su bianco la propria fantasia e le proprie idee. E così la corsa del bibliomotocarro continua da anni col solo scopo di non abbandonare a se stessi questi bambini, e al fine di diffondere il valore di un’educazione letteraria laddove è difficile entrare in contatto con la cultura, scongiurando il pericolo di dimenticare quei paesini un po’ sperduti, ormai quasi disabitati, ma dove ancora resta accesa la scintilla del sapere.