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Addio ai fondi per le periferie: i tagli che potrebbero colpire anche Catania

L'approvazione del Decreto Milleproroghe al Senato ha previsto lo stop ai fondi per le periferie decisi dai governi Renzi e Gentiloni, mettendo a rischio una serie di interventi previsti a Catania dall'amministrazione Bianco.

In questi giorni ha scatenato polemiche la decisione del Governo Conte di cancellare i fondi alle periferie decisi dai governi Renzi e Gentiloni che avevano consentito un rilancio di zone come Scampia a Napoli, Corviale a Roma e che prevedeva interventi anche a Catania.

L’emendamento che prevede il taglio è stato approvato per ora solo al Senato ed è contenuto nel Decreto Milleproroghe che ora passa alla Camera, dove entro settembre dovrebbe ricevere l’approvazione definitiva se non ci saranno ulteriori sviluppi.

In particolare, il taglio dei fondi alle periferie, stoppa gli interventi previsti a Catania sia come centro urbano che aveva ottenuto circa 18 milioni di finanziamento per la riqualificazione e rigenerazione urbana a San Giovanni Galermo e Trappeto Nord, sia gli interventi previsti per la città metropolitana di Catania per altri 38 milioni tra i quali i fondi già destinati ad alcune opere che dovrebbero essere riqualificate come la ristrutturazione della scuola Vitaliano Brancati di viale S. Teodoro che dovrebbe essere adibita a liceo artistico, oppure la riqualificazione dello stadio di Camporotondo, la rifunzionalizzazione della piscina di San Giovanni La Punta o la riqualificazione del Viale Kennedy.

Adesso tutti gli interventi sono a rischio blocco, causa taglio dei fondi e i sindaci sono sul piede di guerra, tra cui anche il primo cittadino catanese Salvo Pogliese, il quale ha auspicato una revisione del taglio contenuto nel decreto per evitare ulteriori difficoltà al lavoro delle amministrazioni comunali tra cui anche quella di Catania, che dopo la dichiarazione del dissesto delle scorse settimane, vede ulteriormente paralizzato il suo intervento.

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