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Mish Mash 2018: successo formidabile per la terza edizione del festival

Tre giorni di musica, arte e cultura quelli che si sono conclusi sabato sera a Milazzo. Il Mish Mash Festival si riconferma una delle punte di diamante del panorama musicale siciliano.

Grandissimo successo, anche quest’anno, per il Mish Mash Festival, la rassegna musicale e artistica tenutasi, come di consueto, nella splendida cornice del Castello di Milazzo, fra le Isole Eolie e i Peloritani. Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione, che già nel 2017 aveva registrato un boom di presenze, non ha deluso le aspettative, riconfermandosi uno degli appuntamenti artistici più amati e importanti dell’intera Sicilia.

Ad aprire l’evento, che si è svolto dal 2 al 4 agosto, è stato il “Welcome Day” che ha permesso ai partecipanti di immergersi nei luoghi della cittadella fortificata dove, oltre che ai live set, sono state realizzate installazioni artistiche, spettacoli e performance di danza: tra le più interessanti si segnalano un’esposizione di Giuseppe Spada, un’installazione del collettivo palermitano di Dischirotti e una performance di Alessio Barchitta. 

Tuttavia i momenti più attesi sono stati i live musicali di giorno 3 e 4 che hanno fatto registrare oltre ottomila presenze. Sul palco si sono esibiti importanti nomi di quella che, in maniera riduttiva, viene definita “scena indie italiana”, ma che in realtà, senza alcun limite di generi, abbraccia diverse e interessanti produzioni musicali che – dall’elettronica al rock, dall’indie all’underground – hanno recentemente portato una ventata di freschezza nel panorama musicale italiano e internazionale.

Ad dare il via ufficiale alla terza edizione del festival, è stato Galeffi, cantautore romano, che con il suo album d’esordio “Scudetto” ha già conquistato la scena musicale nostrana. Tra amore, calcio e rimandi letterari, il ventottenne riesce sempre a strappare un sorriso, raccontando in maniera semplice e pulita storie di vita quotidiana. Dopo Camilla in apertura, tra i pezzi più apprezzati Puzzle, Polistirolo, Pensione, Tazza di te e il singolo d’esordio Occhiaie.

A seguire gli attesissimi Coma_Cose che, negli ultimi mesi, hanno attirato l’attenzione del pubblico grazie a una serie di canzoni inizialmente pubblicate su YouTube ma poi confluite in un EP intitolato “Inverno ticinese”. Con la voce e le personalità travolgenti di California e di Fausto Lama, il momento dedicato al rap del duo milanese è stato uno dei più apprezzati dell’intera manifestazione: Anima lattina e Post Concerto hanno fatto cantare a squarciagola anche i più timidi.

La serata si scalda definitivamente con quella che diventa la regina indiscussa del primo giorno di festival: Myss Keta, rapper controversa e dissacrante, sul palco si è presentata come una vera e propria star. Spudorata, irriverente e accompagnata dalle ragazze di Porta Venezia, la cantante – che dopo l’uscita dell’album “Una vita in capslock” è diventata un’icona del rap elettronico – ha diviso il parere del pubblico. Quel che è certo è che non ha lasciato indifferente nessuno.

Il pienone tuttavia si è registrato sabato 4 agosto che ha presentato una line-up più ricca e consistente. Ad aprire la serata ci ha pensato Francesco De Leo, ex frontman de L’Officina della Camomilla, definito il bohémien della scena indie italiana e attualmente uno dei pochi cantautori di spessore del panorama musicale italiano. L’artista ha presentato il suo disco “La Malanoche” che, con un sound estremamente originale e psichedelico, racconta le storie surreali dei bassifondi della provincia italiana. Ai vecchi conoscitori di De Leo, però, è stata sicuramente Un fiore per coltello a strappare una lacrimuccia.

Sulla scia di un tropicalismo incalzante, s’inseriscono in rapida successione i Selton, gruppo folk rock brasiliano di grande rilievo musicale, che mescolando italiano, inglese e portoghese hanno trasportato il pubblico in un’atmosfera allegra e infinitamente leggera. Mischiando sonorità brasiliane, basso e chitarra elettrica, il gruppo è riuscito a coniugare perfettamente la musica tradizionale con il rock and roll: nota di merito per i pezzi Piccola sbronza e Cuoricinici.

Star della serata è infine Frah Quintale, live per il quale intorno a mezzanotte è confluito un numero spropositato di spettatori che hanno cantato a squarciagola tutti i pezzi in scaletta. Carico e in gran forma, il rapper (o ex rapper?) bresciano ha regalato al pubblico, una dopo l’altra, le canzoni più conosciute dell’album “2004” e del recente successo “Regardez-moi”: Dove sei, Branchie, Gravità e Nei treni la notte hanno sicuramente scaldato i presenti ma il brano Sì Ah ha letteralmente fatto esplodere il Castello. Spazio anche per gli ultimi due featuring dell’artista: il recentissimo pezzo in collaborazione con Carl Brave Chapeau e il singolo Missili con Giorgio Poi.

A chiudere le due serate ci hanno pensato, infine, i live set di Populous e di Indian Wells che negli ultimi anni hanno sostanzialmente ridefinito il genere elettronico. Si è concluso così in bellezza, con il mare e le luci della città sullo sfondo, un festival che, anche quest’anno, si è rivelato un importante momento di aggregazione per giovani e adulti, ma soprattutto di crescita per un territorio come quello siciliano che, dal punto di vista culturale e musicale, riesce a difendersi ancora bene.

 

 

Antonietta Bivona

Laureata in Lingue e Letterature Comparate, fin da piccola ho la passione per il giornalismo e la scrittura. Per citare Sylvia Plath, voglio scrivere perché sento il bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione ed espressione della vita, il semplice sforzo colossale di vivere non mi può bastare. Mi trovate tra gli scaffali di una libreria, a un concerto o al tavolo di un bar.