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Perché amiamo i fuochi d’artificio? La scienza dà la sua risposta

I fuochi d'artificio piacciono a tutti, ma perché? I ricercatori potrebbero aver trovato delle risposte.

Esistono soltanto un limitato numero di cose in grado di mettere d’accordo un gruppo di persone. Ipotizziamo di fare delle domande a tre, quattro o cinque passanti, su un film, un’opera d’arte, un determinato piatto. Probabilmente ci sentiremmo dare risposte diverse, forse addirittura opposte. Ma proviamo a rivolgere a quegli stessi passanti un altro tipo di domanda. Cosa vi affascina dei fuochi d’artificio?

Sì, perché non abbiamo bisogno di chiedere se i fuochi d’artificio sono affascinanti. La risposta sarà quasi unanime. Ma cosa li rende così speciali ai nostri occhi? Diversi studi sono stati condotti per tentare di trovare una risposta e le teorie che prevalgono sono due: in entrambi i casi, la risposta potrebbe trovarsi nel nostro cervello.

La prima teoria riguarda il fascino che il fuoco è da sempre stato in grado di esercitare sull’uomo. Dal momento in cui siamo passati dall’averne paura a saperlo “controllare”, il fuoco è diventato una parte fondamentale del nostro sviluppo. Nel corso dei secoli si sarebbe creata una connessione nei nostri cervelli tra i benefici del fuoco a una sensazione di appagamento. Trovare i fuochi d’artificio tanto affascinanti, quindi, sarebbe un retaggio primordiale.

La seconda teoria riguarda, che ci crediate o no, la paura. Pensate a una corsa sulle montagne russe, il parapendio o il bungee jumping. Sono terrificanti, in teoria dovrebbero andare contro ogni briciola di buon senso, eppure il nostro corpo reagisce in modo estremamente positivo a queste attività. Tutto merito di una cosa chiamata eustress, o stress buono. L’eustress è una risposta naturale del nostro corpo a una determinata situazione, nello specifico a una situazione spaventosa ma che non rappresenta per noi un vero rischio. Euforia, in poche parole, un punto d’incontro tra piacere e dolore.

Probabilmente ci vorrà ancora molto tempo per scoprire cosa ci affascina davvero, se è oggettiva o soggettiva. Fino ad allora, limitiamoci a goderci quello spettacolo chiassoso e brillante nei cieli notturni.

 

 

Silvia Di Mauro

Studentessa di lingue, ha fatto della scrittura la sua raison d'être. Dalle recensioni di libri, serie TV e film alla pubblicazione di un libro con lo pseudonimo di Christine Amberpit, si dedica anche alla sceneggiatura e produzione di serie per il web, corti, video musicali e pubblicità.

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Silvia Di Mauro

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