UNIVERSITÀ – Solo due italiane in classifica tre le 200 migliori al mondo

Tempi duri per le università italiane che, anno dopo anno, scendono sempre di più tra le posizioni predominanti delle classifiche mondiali.

Il World University Rankings, la classifica annuale delle migliori università del mondo, vede tra le prime duecento solo due atenei italiani: Sant’Anna (in 155esima posizione) e la Scuola Normale di Pisa (in 184esima posizione).

Gran Bretagna e Stati Uniti, invece, dominano la Top Ten. In testa troviamo i due celebri atenei britannici Oxford (prima posizione) e Cambridge (seconda posizione) seguite dalle americane California Institute of Technology, Stanford, Mit, Harvard e Princeton. La maggior parte degli atenei europei slittano dopo le prime 200, al contrario delle università asiatiche che sono in perenne ascesa.

La graduatoria è stilata seguendo tredici indicatori di performance raggruppati in cinque macro-aree: formazione (incidenza del 30%), ricerca (30%), numero di citazioni (30%), internazionalizzazione (7,5%) e trasferimento tecnologico e di conoscenze verso il sistema industriale (2,5%). Indispensabili per la valutazione finale sono la reputazione del corpo accademico (15%), i pareri sulla qualità della ricerca (18%) e la produttività dei ricercatori (6%), accanto a fattori comunque rilevanti come la percentuale di staff in possesso di un titolo di dottorato e il reddito generato dalle attività di R&S.

Determinante è anche il lato finanziario che consente alle Università di avere più risorse e strutture. Gli atenei americani godono di miliardari finanziamenti alle spalle, mentre in Italia -così come dichiarato da Pierdomenico Perata, rettore della Scuola superiore Sant’Anna –“gli handicap che inchiodano i nostri atenei sotto alla 150esima posizione sono due: il sotto-finanziamento delle strutture, incluse quelle di eccellenza, e una burocrazia che impedisce di attirare (e retribuire) risorse internazionali. La carenza di capitali si fa sentire sulla qualità complessiva della ricerca: c’è un evidente problema di sotto-finanziamento”.

Viviana Guglielmino

Classe 1994, studentessa di lettere moderne presso l'Università degli studi di Catania. Scrivo per passione e leggo per diletto. Amo la storia, la moda (in tutte le sue sfumature) e la mia collezione di Vogue

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Viviana Guglielmino

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