
Si chiama Claudio Locatelli ed ha 30 anni. Soprannominato “Ulisse” ha lasciato l’Italia per “Lottare contro l’oppressione, pronto a morire in battaglia per servire il prossimo”.
Dalla vita universitaria di Padova alla guerra in Siria: è la storia di Claudio Locatelli, trentenne bergamasco, ex studente di Psicologia al Bo, che lo scorso febbraio è andato in Siria per combattere l’ISIS assieme alle milizie di liberazione, nel battaglione internazionale di Ypg.
Dopo l’università Claudio ha mantenuto la città patavina come base, iniziando però a girare l’Europa e non solo. È stato nei luoghi più disparati: in Palestina (fondando l’ associazione, “Palestina for smart people”, poi divenuta “Solidarity Action”), a Cuba ed in Grecia per Tsipras. Qualche mese fa è infine partito per la Siria, in apparenza come reporter di guerra: un suo servizio è stato pubblicato dalla Cnn greca infatti, altri li ha condivisi sulla pagina di Solidarity Action.
Ma raccontare la guerra a Locatelli non basta, troppe le ragioni per imbracciare il mitra: “I volti dei popoli attaccati da Isis non mi hanno lasciato indifferente. Sono qui per dare solidarietà alle vittime e per combattere l’Isis. L’oppressione del califfato è qualcosa che va combattuto, come il Nazismo nella Seconda Guerra Mondiale”. E allora ecco le mani che allacciano gli scarponi, la zip della divisa tirata su ed i proiettili che vengono messi in un taschino. Poi le bombe a mano, un polsino rosso e le mostrine di Ypg, ovvero l’esercito di liberazione curdo.
Questo il post che accompagna il video dell’ex studente padovano pubblicato sulla pagina Facebook “Claudio Locatelli – Il giornalista combattente”:
“SONO IN SIRIA, per continuare a COMBATTERE.
Ecco LE RAGIONI di questa scelta.
Sono qui per combattere il terrorismo e l’oppressione rappresentati da ISIS, continuando la rivoluzione del Rojava.
Oltre l’impegno solidale e giornalistico, anche sul campo di battaglia”.
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