Categorie: Attualità

UNIVERSITÀ – Esclusa l’aggravante per lo spaccio “nei paraggi” dell’Università

Una sentenza della Cassazione precisa che la vendita di sostanze stupefacenti “in prossimità dell’Università” non può considerarsi un’aggravante al reato di spaccio. La ragione di tale sentenza, più che essere legata alla presunta identificazione dell’Università in quanto “comunità giovanile”, è stata attribuita ad un altro fattore. 

Il Pm aveva tentato di fare ricorso a un’aggravante per punire con più decisione un pusher, ma la Cassazione con sentenza 27458, respinge. L’aggravante su cui ha fatto leva il Pm era quella prevista all’articolo 80, comma 1 lettera g del Dpr 309/1990, la quale prevede un inasprimento della pena per lo spacciatore colto a vendere o offrire sostanze illegali in prossimità di “comunità giovanili”. Chiaramente, pensata per proteggere le “categorie vulnerabili”, l’aggravante in questione, secondo il Gip, non ha modo di essere accolta per due motivi principali.

Infatti il Gip ha escluso che l’Università possa essere considerata una “comunità giovanile” in quanto con questa espressione il legislatore voleva indicare «contesti collettivi omogenei i cui componenti siano presenti in forma occasionale in determinati luoghi». Tra questi invece rientrano luoghi come: scuole di ogni ordine e grado, caserme, carceri, ospedali e strutture per la riabilitazione dei tossicodipendenti. Di più. La Cassazione, nel respingere l’aggravante ha fatto ricorso all’art. 33 della Costituzione che si riferisce sempre separatamente a scuola e Università. Così, se da una parte si crea un precedente che limita l’azione punitiva nei confronti dei pusher che operano in prossimità delle Università, dall’altra parte si sottolinea la validità della stessa aggravante quando il luogo in cui viene colto lo spacciatore è una scuola.

Ma la direzione intrapresa con la sentenza 27458 è stata influenzata principalmente da un altro fattore. Si tratta genericità con cui è stata utilizzata l’espressione “in prossimità di…”. Con tale espressione, il legislatore voleva indicare esattamente quelle aree nelle immediate vicinanze delle strutture in questione e immediatamente raggiungibili dagli utenti di quelle strutture. Una definizione rigida, che per essere applicata al caso in questione avrebbe dovuto essere specificata dettagliatamente fin dal rapporto redatto dalla polizia.

.

Chiara M. Emma

Pubblicato da
Chiara M. Emma

Articoli recenti

“Vanina 2”, domani episodio ambientato nell’Unità Spinale del Cannizzaro

Domani 11 marzo, andrà in onda in prima serata su Canale 5 il secondo degli…

10 Marzo 2026

Bonus figli disabili 2026, contributi fino a 1500 euro: requisiti

Bonus figli disabili: anche nel 2026 le famiglie con figli disabili potranno presentare domanda per…

10 Marzo 2026

Catania, carne a terra e pesce senza ghiaccio: maxi multa alla “Fera o Luni”

Oltre 42mila euro di sanzioni, due attività sospese, 280 chili di alimenti sequestrati e distrutti,…

10 Marzo 2026

Concorso INPS, nuovi posti per funzionari: scadenze e domande

Concorso INPS: l'INPS ha riaperto i termini del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato…

10 Marzo 2026

Catania, ritornano le Giornate Fai 2026: cosa visitare in città

Ritornano le tanto attese Giornate Fai di Primavera: sabato 21 e domenica 22 marzo. Si…

10 Marzo 2026

La Sicilia è la terza regione per iscrizioni ai licei: la classifica completa

Si è appena concluso il periodo dedicato alle iscrizioni per il nuovo anno scolastico 2026/2027.…

10 Marzo 2026