Lavoro, stage ed opportunità

ALMALAUREA – Laurearsi conviene: ecco i dati sull’occupazione

Un’indagine di Almalaurea sugli studenti dopo aver conseguito la laurea – o solo triennale oppure con magistrale biennale – nel 2011, riporta i dati dell’occupazione dopo 5 anni dal conseguimento del titolo di studio.

Sono stati coinvolti nell’indagine: 66 mila studenti con laurea triennale, che non hanno scelto di proseguire gli studi, e 75 mila con laurea magistrale biennale del 2011; che proprio l’anno scorso sono stati intervistati sulla loro vita lavorativa dopo il percorso accademico.

I laureati del 2011 sono stati anche condizionati dalla fase critica dell’economia italiana. Pertanto, a 5 anni di distanza dalla fine del percorso accademico, il tasso d’occupazione è all’87% per i laureati in un corso triennale e all’84% per i laureati in un corso magistrale biennale.

Percentuali che fanno ben sperare, ma ovviamente si deve contare anche il tasso di disoccupazione dei laureati nel 2011. Infatti, per gli ex studenti di un corso triennale il tasso di disoccupazione è pari all’8%, mentre per quelli di un corso magistrale biennale è al 9%. Anche se, nel corso di quest’anno, per la prima volta la percentuale è scesa, dopo tanti anni di aumento del tasso di disoccupazione.

Non solo, chiari segni positivi si notano anche perché, chi è in possesso di una laurea è più avvantaggiato nel trovare un’occupazione, rispetto a chi possiede solo un diploma di scuola secondaria di secondo grado. Si noti che, nel 2016, il tasso di occupazione della fascia d’età 20-64 è il 78% tra i laureati; ed un laureato, questo nel 2012, guadagnava il 42% in più di un semplice diplomato.

A proposito dell'autore

Samuele Amato

Studente di Filosofia, classe 1997, Samuele Amato è appassionato di cinema, musica, viaggi, storia e giornalismo, il ché lo ha spinto a intraprendere, dopo il diploma in Informatica e Telecomunicazioni, questo percorso con LiveUnict. Con gli ideali della libertà e del cosmopolitismo, Samuele ha l'obbiettivo di voler dare un contributo come giornalista e - si spera - come insegnante.

Università di Catania