
Le novità, si sa, non sempre sono ben accolte dal grande pubblico e pare che l’app di messaggistica di proprietà di Mark Zuckerberg ne stia pagando le conseguenze. Prima la corsa per inseguire le mete altrui e guidare la folla verso l’introduzione delle Storie, anche su quello che non è un social network, poi la risposta, non proprio prevedibile, dell’utenza poco adatta a questo cambiamento. Insomma, WhatsApp non si fa mancare proprio nulla e adesso fa marcia indietro, facendo passare in secondo piano le Storie liberamente ispirate a quelle di Snapchat, Instagram e Facebook preferendovi un ritorno al passato.
Pare che gli utenti avessero risposto positivamente quando erano stati inseriti gli Stati testuali che tutti ricordiamo, mentre dinanzi alla loro scomparsa, sostituiti con contenuti destinati ad autodistruggersi in 24 ore, essi hanno mostrato la loro indignazione. E’ stato proprio il malcontento degli utenti a far ritornare la funzione degli Stati testuali, che a metà febbraio erano stati eliminati. Un po’ come quando si entra in un bar e si legge sulla lavagnetta che “Il cliente ha sempre ragione”, vale la stessa regola anche sul mercato e per un business di così ampio raggio come quelle delle app. Bisognerà attendere ancora una settimana per gli smartphone Android, e un po’ di più per i made in Apple, per il ripristino dello Stato in forma scritta, che ci informava appunto sullo stato attuale di chi voleva far sapere agli altri cosa stava facendo o quali sensazioni provava. Si potrà ancora una volta ritornare a scrivere stati some “sto dormendo”, “sono occupato”, “sono a lavoro”, oppure frasi, citazioni, versi presi dalla nostra canzone preferita.
Si ritorna alla normalità virtuale a cui siamo abituati, nonostante per circa un mesetto questa sia stata turbata da un’invadenza chiamata Storie e che in realtà si è rivelata meno attraente di quanto si potesse immaginare. Ad ogni modo l’app, per accontentare la sua clientela nella totalità delle richieste, ha deciso di non rimuovere la funzione Storie, la lascerà lì per chi vorrà usufruirne ancora, accanto però a quella che a gran voce è stata maggiormente richiesta.
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