UNIBO – Continuano gli scontri tra studenti e polizia, biblioteca universitaria devastata

Non si arrestano gli scontri tra gli studenti e la polizia nati in seguito all’occupazione della biblioteca universitaria del 36, in via Zamboni.

Da tre giorni vanno avanti le proteste di alcuni degli studenti dell’Università per ottenere la biblioteca del 36 di via Zamboni “libera”. L’Ateneo ha, infatti, deciso di mettere i tornelli impedendo il libero accesso e questo non è stato accettato da alcuni gruppi studenteschi tra cui il Collettivo Universitario Autonomo. Sono in centinaia i ragazzi che da giorni si riversano in via Zamboni e piazza Verdi per protestare contro il rettore Umbertini e il questore Coccia.

Nonostante gli scontri con la polizia e la biblioteca devastata i ragazzi non si arrestano e, anche nella giornata di oggi, sono previsti dei cortei in tutta la zona universitaria.

Attualmente il Rettore dell’Alma Mater si trova all’estero e il vicerettore così commenta l’accaduto: “Quando succedono cose del genere si è tristi e si perde tutti. La biblioteca è devastata, avevamo aperto il 23 gennaio a tutti, fino alle 24, senza restrizioni all’entrata ma solo con un sistema di controllo e di verifica di chi entra e di quanti entrano” – aggiungendo che – “Sono entrati con i pitbull per fumare sigarette e qualcos’altro, persone mascherate hanno divelto due porte d’emergenza con vetri anti-sfondamento e le hanno portate come trofeo in rettorato. Ogni settimana i bagni venivano rotti per metterci dell’eroina, non potevamo più permettere che stessero lì”.

Il CUA colpevolizza le forze dell’ordine per la distruzione della biblioteca: “La biblioteca è stata distrutta dall’intervento della polizia, nei filmati si vedono agenti che si fanno spazio tirando sediate addosso agli studenti. Sono due settimane che facciamo assemblee e chiediamo incontri, la risposta è stata mandare la polizia a manganellare gli studenti. Finiamola con la storia del Rettore mite e aperto al dialogo, dialogo è aprire un tavolo di contrattazione, se ai tavoli ci dicono o è così o ve ne andate non è dialogo”.

Mentre i collettivi portano avanti la loro protesta e il centro universitario di Bologna continua ad essere luogo di scontri una parte degli studenti ha lanciato la petizione “Dissociazione dall’operato del Collettivo Universitario Autonomo, Bologna”, su change.org, ricevendo migliaia di consensi in poco tempo.

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