UNIVERSITÀ – Laurea: perché si indossa la corona d’alloro, il tocco e la toga?

Da dove arriva la tradizione della corona d’alloro per un neolaureato?

L’usanza dell’alloro come simbolo di gloria e molto antica. Per i Romani la pianta d’alloro era sacra e consacrata ad Apollo, dio del sole, ma anche di tutte le arti. Apollo, dunque, era considerato un  emblema di saggezza, intelligenza ed onore e a lui veniva dedicata anche ogni forma di vittoria. In latino la corona di alloro era detta laurus o laurĕa, che indicava anche la pianta di lauro e, per estensione, la vittoria. Dalla parola laurĕa deriva il significato moderno di “laurea” (titolo di studio), e il “laureato” (in latino laurĕātus) è appunto colui che porta la corona di alloro.

Dopo essere stata attributo degli imperatori (ricordiamo Augusto), nel Medioevo la corona d’alloro venne utilizzata anche come simbolo di trionfo nella poesia e utilizzato per incoronare i grandi poeti: Dante Alighieri ne è un esempio (il suo capo con la corona d’alloro è un’immagine molto comune, la ritrovate anche sulla moneta da 2 euro). Ornare il capo del neodottore con la corona d’alloro è dunque una tradizione che affonda le sue radici nella storia. Una persona laureata è simbolo di sapienza e dato che le grandi conoscenze acquisite verranno messe in pratica nella sua vita merita l’incoronazione.

E da quando il tocco e la toga di laurea?

Per chi non lo sapesse il tocco di laurea è il cappello di forma quadrata tipico della tradizione anglosassone e statunitense. Ogni ateneo italiano in passato aveva il proprio abbigliamento accademico, che veniva ovviamente utilizzato quotidianamente. Oggi invece è un rituale legato esclusivamente alle occasioni ufficiali (come ad esempio l’apertura dell’anno accademico o le sedute di laurea). In Italia la toga non nasce come abbigliamento dello studente (come in UK e USA), ma solo dei professori e del rettore.

Alla fine degli anni ’60 molti professori in svariati atenei avevano cessato di impiegare la toga e il correlato copricapo anche in occasioni formali, ma dagli anni Novanta si è ricominciato a usarle nuovamente. In alcune delle università italiane più antiche e prestigiose  anche gli studenti hanno iniziato a vestire toga e tocco durante le cerimonie di laurea. Inizialmente lo si faceva in occasione del conferimento del dottorato di ricerca, in modo da dare particolare solennità alla cerimonia di riconoscimento del più alto titolo di studio. Oggi in realtà anche per la lauree di primo livello è consuetudine indossare la toga. Esse sono per lo più nere e bordate sulle maniche con colori differenti per ciascuna facoltà.

Non sarà che anche la toga è un effetto della globalizzazione? Ai posteri l’ardua sentenza.

Edward Agrippino Margarone

Edward Agrippino Margarone nasce nell'estate di Italia '90. Cresce a Mineo dove due grandi passioni cominciano a stregarlo: la Musica e lo Sport (in particolare il calcio). In pianta stabile a Catania, il suo nome è sinonimo di concerto: se andate a un live, con ogni probabilità, lo trovate lì da qualche parte. Giornalista e laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, coordina la redazione di LiveUnict.

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