
Continuano le proteste da parte degli studenti dell’Università di Bologna a causa del costo elevato della mensa dell’università bolognese.
La manifestazione portata avanti dal Collettivo universitario autonomo Bologna, che vede riuniti studenti di tutte le facoltà, è nata come un “cacerolazo”, cioè come una manifestazione pacifica allo scopo di destare l’interesse di chi sta ai vertici. Al rumore delle pentole dei ragazzi, tuttavia hanno risposto le forze dell’ordine presidiando la zona universitaria e la mensa.
Da giorni, gli studenti continuano nella loro lotta ai diritti, infatti la mensa dell’Università di Bologna è la più cara d’Italia e gli universitari non chiedono altro che una contrattazione sociale anche a sostegno di coloro che non possono affrontare costi così alti, ma di fronte continuano a trovarsi l’area della mensa militarizzata e nella pagina facebook del Collettivo si legge: “E anche oggi possiamo guardare (ma non toccare!) la mensa più cara d’Italia protetta da decine e decine di caschi blu. Non è che forse i pasti in mensa sono conditi con oro e argento prezioso al posto di sale e olio? Effettivamente, per costare così tanto e meritare tanta presenza poliziesca, potrebbe essere!”.
Durante gli scontri con le forze dell’ordine sono stati fermati tre ragazzi: Alessio, Pavel e Lomaz, ma i loro colleghi continuano a protestare con striscioni in cui si legge: “Vogliamo liberi tutti gli arrestati!“. Nel tardo pomeriggio di ieri Pavel è stato rilasciato, mentre ad Alessio è stato notificato l’obbligo di firma alla mattina e al pomeriggio.
Gli studenti, però, non hanno fermato la loro protesta e nella pagina facebook del Collettivo si legge: “Basta violenza poliziesca e militarizzazione, vogliamo che venga subito aperta una contrattazione sociale! RESISTEREMO UNA VITA PIU’ DI VOI!”.
Alle mense vuote e militarizzate gli studenti continuano a rispondere con l’organizzazione di pranzi sociali ed eventi che mirano a solidarizzare quanta più gente possibile.
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