
Lo storico Alfio Signorelli presenta il suo saggio su Catania borghese nell’età del Risorgimento alla Società di storia patria.
Mercoledì 12 ottobre alle 17,30, nella sede della Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale (piazza Stesicoro 29, Catania), si presenta il volume di Alfio Signorelli “Catania borghese nell’età del Risorgimento. A teatro, al circolo, alle urne” (Franco Angeli, Milano, 2015).
Nella Sicilia ottocentesca parecchi aspetti della vita sociale e culturale erano appannaggio esclusivo dei ceti privilegiati, e proprio per questo i diversi segmenti delle élite urbane ne fruivano come spazi e momenti esclusivi di incontro e di identificazione.
Il volume di Signorelli (che ha insegnato dal 1976 al 2015 Storia contemporanea, Storia del Risorgimento, Storia del Mezzogiorno e Storia dei partiti politici nelle Università di Catania, Teramo e L’Aquila e fa attualmente parte del Consiglio di Presidenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano) propone un’indagine che, pur condotta tenendo conto della dimensione regionale, verte in particolare su Catania.
Essa si concentra sui tre luoghi fisici e simbolici che più di altri hanno contribuito a quella costruzione identitaria: il teatro d’opera, luogo abituale di esibizione delle aristocrazie urbane e di rappresentazione delle loro gerarchie interne; il circolo, spazio chiuso di formazione di una identità culturale borghese e di apprendistato di pratiche democratiche; i riti della politica, dimensione immateriale al cui interno le prerogative di ceto si trasformano nel corso del secolo nei privilegi di censo. L’arco cronologico si estende dalla prima esperienza costituzionale del 1812-15 agli anni ottanta del XIX secolo, periodo in cui l’allargamento dei corpi elettorali, l’accelerazione dei processi di politicizzazione e l’insieme dei nuovi comportamenti collettivi preludono ai nuovi caratteri di una società di massa.
Dopo gli indirizzi di saluto del presidente della Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale Giancarlo Magnano San Lio, del rettore Giacomo Pignataro, del sindaco di Catania Enzo Bianco e del vicesindaco Marco Consoli, ne discuteranno con l’autore i docenti Salvatore Adorno, Giuseppe Barone e Maria Rosa De Luca.
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