INCIDENTE ERASMUS TERRAGONA – Le parole di uno studente catanese in Spagna

Ieri mattina avevamo parlato dell’incidente che ha colpito 13 ragazzi Erasmus a Barcellona, le cui vite sono state spente nei pressi di Terragona.  Tra le vittime si contano 7 studentesse italiane, un lutto che ha toccato tutti noi studenti in cerca di sogni all’estero. 

Il governo italiano ha messo a disposizione un aereo dell’Aeronautica Militare per il rientro delle salme in Italia, ma i tempi potrebbero dilatarsi per l’inchiesta aperta dalla magistratura. Il ministro della Giustizia della Catalogna, Carles Mundo, ha fatto sapere che il rimpatrio delle salme avverrà “non appena il giudice lo autorizzerà”.

Abbiamo voluto sentire uno dei tanti ragazzi siciliani che sono in Erasmus in Spagna. Di seguito riportiamo le toccanti parole di Mario, studente di Lingue dell’Ateneo di Catania che al momento si trova in Erasmus proprio in Spagna e, precisamente, a Murcia.

«Se qualcuno mi chiedesse che cos’è l’Erasmus, risponderei che è il luogo dove tutto è possibile. Se poi quel luogo è la Spagna a maggior ragione. E te ne accorgi sul serio quando arrivi a destinazione: conosci centinaia di persone, che siano gli amici di una sbronza una sera o i compagni fedeli della tua personalissima avventura; lo studente universitario esce dalla sua perenne crisi e concilia studio, amici, responsabilità e divertimento; il ragazzo viaggia, cresce e diventa uomo come nei migliori romanzi di formazione. È anche una festa, un sogno che sembra non dover finire… ma poi finisce alle 13:57 quando, appena sveglio dopo una estenuante giornata passata ad ammirare le Fallas di Valencia, leggi distrattamente una notizia, che potrebbe essere come tante altre ma non lo è. Incidente stradale. Erasmus. Morti. E finisce lì l’illusione che tu stia vivendo in un altro pianeta, dove i problemi si risolvono con uno schiocco di dita e basta sorridere alla vita. Perché è assurdo pensare di morire in Erasmus, è assurdo morire durante la tua festa, vivendo i tuoi sogni, viaggiando nel tuo mondo…

E fa uno strano effetto riflettere che quello che è successo alle vittime di quel tragico incidente poteva capitare a te: 5 autobus, più di 250 studenti da tutto il pianeta, 4 ore di viaggio notturno per tornare nei nostri letti spagnoli dopo aver assistito ai falò più artistici della nostra vita. Stanchi, no macché, distrutti ci buttiamo sui sedili e crolliamo uno dopo l’altro. Abbiamo gli occhi chiusi e sogniamo, non vediamo quello che succede nella direzione opposta dell’autostrada perché siamo lontani chilometri dall’incidente, perché siamo fortunati mentre loro no. Poche ore prima, quei giovani ce li trovavamo per le strade di Valencia, con la stessa voglia di fare, la stessa gioia di vivere e collezionare ricordi ed esperienze uniche. Non c’era nessuna differenza tra noi e loro.

Per questo li conosco almeno un po’ questi ragazzi il cui sogno è finito sull’asfalto di un paese straniero. È la realtà che con tutta la sua forza irrompe nel cammino fantastico di chi vede un aereo e sogna di partire, ma per poi tornare, più saggio e più forte. Ecco perché è assurdo tutto ciò: perché non sono tornati».

Le ragazze italiane morte nell’incidente in Catalogna, da sinistra in alto: Elena Maestrini, Valentina Gallo, Elisa Scarascia Mugnozza ed Elisa Valent. Da sinistra in basso: Lucrezia Borghi, Francesca Bonello e Serena Saracino.

Al silenzio assordante della tragedia, diversi atenei italiani hanno espresso il loro cordoglio, attraverso messaggi di solidarietà. Ne riportiamo qualcuno.

L’Università di Catania si associa al lutto dei familiari per la tragica scomparsa di 13 studentesse Erasmus, tra cui sette italiane, morte ieri in un terribile incidente stradale nei pressi di Tarragona, in Catalogna.

Il cordoglio dell’Ateneo di Palermo: “L’Ateneo palermitano esprime il più sentito cordoglio e abbraccia le famiglie delle studentesse Erasmus coinvolte nel grave incidente stradale avvenuto ieri in Spagna”. Osservato un minuto di silenzio per le studentesse vittime dell’incidente prima delle iniziative in programma per la nuova Primavera dell’Università.

Il Rettore Unimore dell’ Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia prof. Angelo O. Andrisano,  chiedendo di ricordare con un minuto di raccoglimento, ha dichiarato: “Quanto successo nei pressi di Tarragona è una tragedia che ci ha sconvolto ed ha turbato profondamente la serenità del mondo universitario. Siamo annichiliti di fronte ad un episodio tanto grave che ha stroncato la vita di giovani studenti, solamente desiderosi di trascorrere un periodo di soggiorno per studio all’estero, animati dall’entusiasmo di conoscere ed allargare i loro orizzonti culturali e sociali. Non ci sono parole appropriate per descrivere il nostro stato d’animo e per confortare le famiglie di chi ha perso la vita. Purtroppo, il bilancio di quella sciagura comprende anche un buon numero di feriti e tra questi anche quello di una nostra studentessa 23enne di Giurisprudenza, che si trova ancora ricoverata. Seguiamo ovviamente con apprensione le notizie che ci giungono. A nome di tutta la comunità Unimore desidero, pertanto, esprimere il nostro dolore e la nostra vicinanza a quanti sono stati coinvolti e toccati da questo terribile incidente”.

Dichiarazione del Rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini: “A nome dell’intera comunità accademica esprimo profonda commozione e dolore per la terribile tragedia di Tarragona che è costata la vita a tredici studentesse universitarie. Tutta l’Università di Bologna è vicina ai genitori e ai familiari delle vittime”.

Serafina Adorno

Classe 1989. Dalle sabbie dorate agrigentine e dalla bianca scala dei turchi si è trasferita a Catania per intraprendere i suoi studi e iniziare a dare forma ai suoi sogni. Laureata in Lingue e letterature comparate, lavora nella comunicazione e nei Festival del cinema.

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Serafina Adorno

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