
Negli scorsi giorni vi abbiamo proposto l’articolo “Sigarette o e-cig, entrambe creano dipendenza. Gli effetti sono davvero gli stessi?“, in cui abbiamo riportato lo studio effettuato da un team di ricercatori italiani dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale (In-Cnr) sul danno che potrebbero creare le sigarette elettroniche. Dall’Università di Catania, però, arriva una risposta ai risultati condotti dal gruppo di ricercatori.
Di seguito, vi riportiamo quanto affermato del prof. Riccardo Polosa, docente di Medicina Interna dell’Università degli Studi di Catania e autorevole scienziato nel campo Ricerca Anti Fumo internazionale, di fronte alla tematica proposta.
“Semplicistico e fuorviante paragonare i dati comportamentali ottenuti da topi di laboratorio con quelli estremamente piú complessi degli esseri umani”. Il prof. Polosa ha così commentato i risultati dello studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani guidato dall’In-Cnr e dell’Università Statale di Milano e pubblicato sulla rivista European Neuropsychopharmacology, secondo il quale il vapore creerebbe una forte dipendenza e un aumento dell’effetto ansiogeno.
“I dati dello studio del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) in topi di laboratorio – ha spiegato Polosa – sono in netta antitesi con i risultati ottenuti su utilizzatori di sigaretta elettronica e che hanno stabilito come il vapagismo sia una dipendenza assolutamente meno importante del tabagismo. Per l’ennesima volta siamo di fronte a valutazioni poco realistiche, incapaci di riprodurre in laboratorio le normali condizioni di esposizione al vapore elettronico. É particolarmente grave – ha aggiunto il responsabile scientifico di LIAF – che si facciano illazioni sui rischi della sigaretta elettronica basandosi su modelli animali assolutamente incongrui. Ed inoltre, la nota assenza di effetti cancerogeni per la nicotina rende inaccettabile la tesi del CNR sui possibili rischi tumorali per questa sostanza”.
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